MERCOLEDÌ 28 NOVEMBRE 2018, 01:00, IN TERRIS


CLIMA

Nuovo allarme dell'Onu: "Triplicare gli sforzi"

"Lontani gli obiettivi di Parigi. La temperatura aumenterà di tre gradi"

REDAZIONE
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Lo scioglimento dei ghiacciai
Lo scioglimento dei ghiacciai
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 tre anni dal Cop21 di Parigi gli obiettivi sul clima sono sempre più lontani. Tanto che, andando di questo passo, la temperatura globale rischia di aumentare di tre gradi e i Paesi dovranno triplicare gli sforzi per tagliare le emissioni di Co2 e limitare il riscaldamento a soli due gradi entro il 2030, come stabilito nel 2015. E' quanto emerge dall'ennesimo allarmante rapporto delle Nazioni unite sul clima.


Bilancio negativo

Il giudizio del Programma ambientale dell'Onu (Unep) è una bocciatura pesante: "Il divario tra emissioni e obiettivi si sta allargando rispetto all'anno scorso", spiega Philip Drost, uno dei coordinatori della nona edizione del rapporto annuale. Una delle ragioni della recessione ambientale è il picco nella quantità di anidride carbonica, metano e altri gas che scaldano il pianeta, emessi nell'atmosfera. E la tendenza sembra segnare anche il 2018 che ha registrato un balzo delle emissioni di Co2 dal settore energetico, nonché un aumento della concentrazione atmosferica di Co2, come sottolinea l'Agenzia internazionale dell'energia


Rinnovabili

La bocciatura arriva "nonostante la crescita vertiginosa dell'energia solare ed eolica, i guadagni in efficienza energetica e l'azione per il clima da parte delle aziende e dei governi", ha affermato Andrew Steer, presidente del World Resources Institute di Washington. "Stiamo inseguendo un autobus" - il cambiamento climatico - "e stiamo andando sempre più velocemente, stabilendo nuovi record mondiali", ha spiegato. "Ma il bus sta accelerando ancora di più e il divario aumenta", ha aggiunto. 


Emissioni

A mancare gli obiettivi - in maniera significativa - saranno gli Stati Uniti, primi per emissioni al mondo, così come Australia, Canada, Corea del Sud, Messico e Turchia. Anche Unione europea, Giappone, Brasile e Sudafrica non saranno all'altezza. Cina e Russia - anche loro tra i primi per emissioni - sono sulla buona strada ma grazie soprattutto ai bassi obiettivi imposti.

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