VENERDÌ 20 NOVEMBRE 2015, 15:15, IN TERRIS

NEGOZIATI TRA LE DUE COREE: SEUL DICE SI' AI COLLOQUI PRELIMINARI

Il summit si terrà il 26 novembre nel Villaggio della Tregua, sulla linea dell'armistizio che dal 1953 divide la Penisola coreana

AUTORE OSPITE
NEGOZIATI TRA LE DUE COREE: SEUL DICE SI' AI COLLOQUI PRELIMINARI
NEGOZIATI TRA LE DUE COREE: SEUL DICE SI' AI COLLOQUI PRELIMINARI
Sarà un villaggio sul confine ad ospitare il prossimo 26 novembre il primo incontro a livello governativo i colloqui tra le due Coree. A proporre il summit in quello che è stato definito il Villaggio della Tregua -  Panmunjon sulla linea di armistizio che divide la Penisola coreana dal  1953 -  è stato il regime nordcoreano dopo che nella notte ha incassato la più pesante - finora - mozione di condanna da parte dell'Onu sui dritti umani e campi di prigionia.

Come per la controparte nordcoreana, anche Seoul ha affidato all'agenzia ufficiale Yonhap la risposta affermativa del ministero per la Riunificazione. Se si concretizzerà, l'incontro sarà il primo a livello governativo dal brusco raffreddamento dei rapporti dovuto a schermaglie militari al confine lo scorso agosto. Successivamente, la settimana di incontri di familiari separati dal conflitto e dalla linea d'armistizio ha contribuito a allentare la tensione.

Tuttavia è la crescente azione delle diplomazie a stimolare l'iniziativa del regime di Pyongyang, che rischia l'isolamento anche da parte del suo principale partner economico e unico alleato in sede di Consiglio di sicurezza Onu, la Cina popolare. L'avvicinamento che non è solo commerciale di Seul a Pechino e il clima più disteso tra autorità sudcoreane e giapponesi non gioca a favore di Pyongyang, ancor più dopo l'incontro a inizio novembre, il primo dopo tre anni, del presidente cinese Xi Jinping, dell'omologo sudcoreano Park Geun-hye e del premier giapponese Shinzo Abe.

Dal vertice era uscito un fermo impegno a evitare l'escalation del nucleare nordcoreano, che il regime considera invece una delle poche risorse di cui dispone per ottenere credito internazionale e aiuti determinanti per la sua sopravvivenza. Significativa anche la condanna in sede di commissione per i diritti umani dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite, dove una risoluzione che condanna i "gravi" e diffusi abusi dei diritti umani in Corea del Nord ha ottenuto il voto a favore di 112 paesi, quello contrario di 19 e l'astensione di 50. Il voto del mese prossimo in sede di Assemblea generale sarà importante e una conferma di condanna metterebbe in difficoltà Pechino, costretta a porre il veto nel Consiglio di sicurezza per impedire che la Corte penale internazionale dell'Aia venga chiamata a giudicare il regime per crimini contro l'umanità.
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