Myanmar, emergenza per 6,7 milioni di bambini

Le ong operanti sul territorio hanno lanciato l’allarme dopo il terremoto che ha colpito il Paese

Area rurale del Myanmar (@ PHANNIPA KATTIYAWONG da Pixabay)

A seguito del forte sisma che ha colpito il Myanmar le ong operanti nel settore della tutela dell’infanzia, hanno segnalato che, la situazione in diverse aree del Paese, è drammatica.

L’emergenza

C’è un’emergenza nell’emergenza della catastrofe in Myanmar: i 6,7 milioni di bambini che vivono in un paese già provato da fame e guerra civile con il 32% della popolazione che vive al di sotto della soglia di povertà. Tra ieri e oggi, piccoli corpi sono già stati ritrovati sotto le macerie delle scuole dove i bimbi si trovavano quando le due violente scosse hanno scosso il paese. Ma anche per chi resta in vita la tragedia è enorme.

L’allarme delle ong

Le ong hanno lanciato l’allarme con l’Unicef, impegnato in prima linea sia in Myanmar sia in Thailandia a verificare il numero esatto di vittime, operazione molto lenta nell’ex Birmania a causa di strade bloccate, ponti rotti e comunicazioni interrotte. Ieri sono stati estratti senza vita cinque bambini su una ventina, intrappolati tra le macerie di una scuola crollata nella città di Taungoo, nel Myanmar centrale. Oggi tra gli edifici crollati a Kyaukse, nella regione di Mandalay, 12 piccoli sono stati trovati morti in una scuola materna. L’Avsi, che ha diversi progetti in Myanmar, sta verificando “le condizioni dei 600 bambini sostenuti a distanza da famiglie italiane e di tutte le persone coinvolte nelle nostre attività nell’area dell’epicentro”.

La povertà strutturale

Da anni il paese sotto il regime militare soffre di una povertà strutturale che impedisce ai bambini, soprattutto delle aree rurali, di godere dei loro diritti più fondamentali. Per questo L’Unicef è “profondamente preoccupato per l’impatto devastante” che sisma ha sui minori, più bisognosi degli adulti di protezione e supporto psicologico. Il Cesvi, una delle poche organizzazioni italiane attive in Myanmar da oltre vent’anni, sostiene che “la priorità ora è verificare se vi siano scuole colpite e bambini in condizioni critiche”.

La testimonianza

Amy Sawitta Lefevre, operatrice di Save the Children da Bangkok, ha anche lanciato un altro allarme: nel nord della Thailandia, al confine con il Myanmar “il terremoto – ha detto all’ANSA – ha colpito gravemente oltre 28mila bambini che vivono nei campi profughi, aggravando ulteriormente la loro situazione, già particolarmente vulnerabile a causa dei recenti tagli agli aiuti”.

Fonte: Ansa

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