Medio Oriente, le condizioni dell’Iran: “Inviata risposta al piano Usa”

Teheran ha replicato alla proposta per la fine del conflitto degli Stati Uniti indicando una serie di condizioni, dalla fine degli attacchi alla sovranità sullo Stretto di Hormuz

Bandiera dell'Iran. Foto © Akbar Nemati da Unsplash.

La Repubblica islamica risponde alla proposta in 15 punti degli Stati Uniti per fermare il conflitto in Medio Oriente dettando una serie di condizioni che vanno dalla fine degli attacchi alla “creazione di condizioni oggettive affinché il conflitto non si ripeta” e rivendicando la sovranità sullo Stretto di Hormuz come un “diritto naturale e legale” dell’Iran. Adesso Teheran attende la risposta di Washington. Lo riporta l’agenzia iraniana Tasnim citando una fonte informata. I Paesi del Golfo chiedono di essere coinvolti nelle trattative tra Usa e Iran.

La condizioni di Teheran

La risposta dell’Iran alla proposta statunitense in 15 punti per porre fine al conflitto in corso è stata ufficialmente inviata agli Stati Uniti ieri sera tramite mediatori. Lo ha riferito una fonte informata all’agenzia iraniana Tasnim, aggiungendo che Teheran attende la risposta statunitense. “Le condizioni che l’Iran intende porre in risposta includono: la fine dell’aggressione terroristica da parte del nemico, la creazione di condizioni oggettive affinché la guerra non si ripeta, la garanzia e la chiara definizione del pagamento dei danni e delle indennità di guerra, e l’attuazione della fine della guerra in tutta la regione, su tutti i fronti e nel rispetto di tutti i gruppi di resistenza che hanno partecipato a questa battaglia”, ha affermato la fonte, ripetendo di fatto le stesse condizioni emerse ieri dai media iraniani. “La sovranità sullo Stretto di Hormuz è stata e sarà un diritto naturale e legale dell’Iran. Dovrebbe essere garantita l’attuazione degli impegni assunti dall’altra parte”, ha aggiunto la fonte, sottolineando che “queste condizioni si aggiungono alle richieste dell’Iran, presentate nel secondo round di colloqui Iran-Usa a Ginevra, tenutosi pochi giorni prima dell’inizio dell’attuale guerra”.

Pakistan, il mediatore dei colloqui

“I media hanno alimentato inutili speculazioni riguardo ai colloqui di pace per porre fine al conflitto in corso in Medio Oriente. In realtà, sono in corso colloqui indiretti tra Stati Uniti e Iran, tramite messaggi trasmessi dal Pakistan. In questo contesto, gli Stati Uniti hanno condiviso 15 punti, attualmente al vaglio dell’Iran“. Lo scrive su X il vicepremier e ministro degli Esteri pachistano Ishaq Dar. “Anche Paesi fratelli di Turchia ed Egitto, tra gli altri, stanno offrendo il loro sostegno a questa iniziativa”, ha aggiunto. “Il Pakistan resta pienamente impegnato nella promozione della pace e continua a fare tutto il possibile per garantire la stabilità nella regione e oltre. Il dialogo e la diplomazia sono l’unica via da seguire!”, conclude il ministro taggando anche Marco Rubio, Steve Witkoff e il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi.

I Paesi del Golfo: “Coinvolgeteci nei negoziati”

I Paesi del Golfo hanno dichiarato di voler essere coinvolti in qualsiasi negoziato tra Stati Uniti e Iran, insistendo sul fatto che, pur avendo il diritto all’autodifesa, preferiscono la diplomazia. “Sottolineiamo la necessità di coinvolgere i Paesi del Consiglio di cooperazione del Golfo (Ccg) in qualsiasi negoziato o accordo per risolvere questa crisi, in un modo che contribuisca a rafforzare la loro sicurezza e stabilità”, ha affermato il segretario generale del Consiglio di cooperazione del Golfo, Jasem AlBudaiwi, in un discorso televisivo. AlBudaiwi ha anche affermato che l’Iran ha chiesto alle navi di pagare somme di denaro per attraversare lo Stretto di Homuz. AlBudaiwi ha affermato che “l’Iran impone tariffe alle navi per attraversare in sicurezza lo Stretto di Hormuz”, riferiscono Haaretz e AP, sottolineando che il segretario generale del Consiglio di cooperazione del Golfo è il primo alto funzionario ad accusare l’Iran di chiedere un pagamento per il transito sicuro attraverso lo Stretto, il passaggio all’imboccatura del Golfo Persico attraverso il quale in tempo di pace transita il 20% del petrolio commercializzato. Al-Budaiwi, che sovrintende al blocco dei sei Paesi arabi del Golfo, Bahrein, Kuwait, Oman, Qatar, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti, ha rilasciato queste dichiarazioni durante una conferenza stampa a Riad, in Arabia Saudita. In precedenza, sempre giovedì, Arabia Saudita, Qatar, Kuwait, Emirati Arabi Uniti, Bahrein e Giordania hanno ribadito il loro “pieno diritto all’autodifesa” contro l’aggressione iraniana.

Fonte Ansa

ARTICOLI CORRELATI

AUTORE

ARTICOLI DI ALTRI AUTORI

Ricevi sempre le ultime notizie

Ricevi comodamente e senza costi tutte le ultime notizie direttamente nella tua casella email.

Stay Connected

Seguici sui nostri social !

Scrivi a In Terris

Per inviare un messaggio al direttore o scrivere un tuo articolo: