LUNEDÌ 11 FEBBRAIO 2019, 12:22, IN TERRIS


VENEZUELA

Maxi esercitazione militare ordinata da Maduro

Il presidente: "Sono le più grandi della nostra storia. Fuori Trump dal Paese"

EDITH DRISCOLL
Maduro in uniforme
Maduro in uniforme
A

l via le esercitazioni militari nello Stato di Miranda, vicino Caracas, ordinate dal presidente Nicolas Maduro per il "Bicentenario de Angostura 2019" e che lo stesso leader venezuelano ha definito "le più grandi della nostra storia".


Monito

Le operazioni - che andranno avanti fino a venerdì - sono state occasione per Maduro di ribadire il suo monito agli Usa, che continuano a paventare un possibile intervento militare nel Paese sudamericano. "Fuori Donald Trump dal Venezuela", ha detto il presidente, in uniforme, presenziando alle esercitazioni in diretta tv, "qui ci sono le forze armate, qui c'è il popolo per difendere l'onore, la dignità e il decoro di un Paese che ha oltre 200 anni di lotta". Le manovre, che coinvolgono civili e militari, sono state convocate dopo che il Parlamento, controllato dall'opposizione, non ha riconosciuto Maduro presidente legittimo; e si tengono mentre per Caracas è in atto un "colpo di Stato" da parte degli Usa che, sostenendo l'autoproclamatosi presidente ad interim Juan Guaidò, mirerebbero a invadere il Paese.


Regime agli sgoccioli?

Il consigliere del presidente Trump, per l'America Latina si è intanto detto convinto che non vi sia "alcuno scenario in cui Nicolas Maduro e i suoi compagni possano rimanere al potere in Venezuela". Intervistato da alcuni giornalisti a Washington, Mauricio Claver-Carone ha spiegato che la strada percorsa "è irreversibile". "La domanda non è più se Maduro accetterà questo o meno, è quanto tempo ci vorrà perché lo accetti", ha aggiunto. Claver-Carone ha rinnovato l'appello degli Stati Uniti affinché i vertici militari del Venezuela abbandonino Maduro. Il consigliere ha sostenuto inoltre che la Casa Bianca non chiederà che vengano "perseguiti" coloro che sosterranno "una transizione pacifica e democratica". "Non è una questione di vendetta, né stiamo cercando di regolare i conti", ha garantito.

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