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Marco Polo con la 24 ore

Nuovi manager per la Cina si formano all’Università Cattolica

CHIARA FRATTALI
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La sede del Meeting of the new Champions 2019
La sede del Meeting of the new Champions 2019
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a Cina, negli ultimi anni ha vissuto un boom economico senza precedenti che ha permesso al Paese non solo di aumentare il benessere economico di milioni di cittadini cinesi ma di divenire un imprescindibile interlocutore economico mondiale. La forte crescita degli scambi culturali e commerciali con la Cina richiede quindi professionisti in grado di contribuire alle decisioni e strategie commerciali di multinazionali, società di consulenza economica e politica e agenzie di ricerche di mercato che interagiscono con il mondo imprenditoriale della Cina e della società cinese, riferisce l’Ansa. “A questa esigenza risponde il nuovo master dell'Università Cattolica in Politics, Economics And Culture of China”, sottolinea l'ateneo lanciando il nuovo master di primo livello dell'Università Cattolica a Milano. "In un anno, con partenza a ottobre 2019, i partecipanti potranno acquisire le competenze per comprendere a fondo lo sviluppo economico, commerciale e politico della Cina, conoscere la lingua e la cultura cinesi, grazie alla collaborazione con l'Istituto Confucio, e sviluppare competenze specifiche per operare come professionisti nel settore", riferisce la Cattolica. Oltre alle lezioni che prevedono una frequenza full time e si svolgeranno interamente in inglese, sono previsti incontri con business manager. La data di scadenza per iscriversi è il 30 luglio 2019.


Davos d’Oriente

Gli scenari economici del “celeste impero” sono quanto mai interessanti. Lo ha garantito il premier cinese, Li Keqiang, agli operatori cinesi e internazionali presenti al Meeting of the New Champions 2019, noto anche come Summer Davos Forum, a Dalian. La Cina migliorerà ulteriormente il suo contesto economico per le imprese e approfondirà la sua apertura ai capitali stranieri in uno spirito di libero mercato, ha promesso. La Cina prospettata dal premier è orientato al mercato, basata sullo stato di diritto e caratterizzata dai principi di apertura, trasparenza e prevedibilità. Il premier cinese ha poi sottolineato che le restrizioni imposte all'accesso al mercato saranno ulteriormente attenuate e che gli investitori stranieri avranno trattamento imparziale ed equo. Pechino, ha inoltre dichiarato Li, rafforzerà la tutela della proprietà intellettuale. La Cina, ha garantito Li, non intende variare tassi di cambio dello yuan né compiere interventi monetari pesanti e conta di ridurre il peso fiscale sulle imprese. La riunione era presieduta da Klaus Schwab, fondatore e presidente esecutivo del World Economic Forum, e ha visto la partecipazione di oltre 200 rappresentanti dell'industria, del commercio, della finanza, di think tank, dei media provenienti da tutto il mondo. Nella sessione di confronto, il premier  ha risposto a una serie di domande poste dai partecipanti su temi che vanno dal contesto imprenditoriale cinese, all'adeguamento della catena industriale del Paese, alle imprese e all'innovazione, all'apertura del settore finanziario, allo sviluppo delle aziende private. Secondo Li, nonostante la crisi degli investimenti globale, nei primi cinque mesi di quest'anno la Cina ha registrato un costante afflusso di capitali esteri nel Paese, con un incremento degli investimenti nell'industria manifatturiera di oltre l'8% su base annua. Il premier cinese, riporta l’Ansa, ha attribuito questa tendenza al sistema industriale della Cina, orientato alla globalizzazione, e alle enormi potenzialità del suo vasto mercato.


Tagli fiscali

La Cina, ha detto Li, vanta una grande competitività nella catena industriale globale. Li ha detto che il governo cinese ha potenziato la regolamentazione in materia finanziaria per proteggere gli interessi degli investitori e dei consumatori, sia nazionali che stranieri. Nonostante le pressioni economiche al ribasso, la Cina ha cercato di mantenere la stabilità finanziaria, senza gravare l'economia di un'eccessiva offerta di moneta. Il Paese ha mantenuto la stabilità della propria politica monetaria, con una regolazione tempestiva e preventiva, e ha mantenuto sostanzialmente stabile il tasso di cambio dello yuan a un livello ragionevole ed equilibrato. “Il settore finanziario cinese si aprirà ulteriormente e la supervisione e la gestione finanziaria saranno regolate sempre meglio”, ha affermato il premier cinese. Parlando delle difficoltà incontrate dalle imprese private, che contribuiscono a oltre l'80% dei posti di lavoro nelle aree urbane del Paese e al 60% del Pil della Cina, il premier ha detto che Pechino lavorerà per garantire l'attuazione delle politiche di tagli fiscali per ridurre gli oneri di finanziamento e assicurarsi che le aziende ne traggano i dovuti benefici.

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