MERCOLEDÌ 26 GIUGNO 2019, 20:12, IN TERRIS


LA CRISI

Maduro-Guaidò, dialogo per fermare la guerra civile

In corso in Colombia i negoziati di pace per il Venezuela

GIACOMO GALEAZZI
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Nicolas Maduro e Juan Guaidò
Nicolas Maduro e Juan Guaidò
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on c’è più tempo da perdere per fermare un bagno di sangue. Si apre oggi a Medellin, in Colombia, l'Assemblea generale dell'Organizzazione degli Stati americani (Osa) a cui parteciperanno i ministri degli Esteri dei Paesi membri da oggi a venerdì. Intanto a causa dell'aggravarsi delle condizioni politiche, economiche, umanitarie riguardo al rispetto dei diritti umani in Venezuela 3,7 milioni di persone sono state costrette a fuggire (dati Unhcr). La maggioranza necessita di protezione internazionale. Le organizzazioni umanitarie stanno lavorando con i governi e con i partner per assicurare protezione e soddisfare le esigenze di base di rifugiati e migranti venezuelani. L'ambasciatore degli Stati Uniti in Spagna, Richard Duke Buchan, ha chiesto a Madrid di assumere una posizione guida in seno alla Ue per un indurimento delle attuali misure di pressione sul governo del "tiranno" Nicolas Maduro


Esodo e diritti umani

"Abbiamo l'obbligo di aiutare il Venezuela ora", ha detto l'ambasciatore americano intervenendo ad un convegno organizzato dalla Camera di Commercio degli Stati Uniti in Spagna, sottolineando quanto Madrid e Washington siano "alleati, partner ed amici" anche per quanto riguarda il futuro dell'America Latina.  "L'America Latina si aspetta che la Spagna agisca", ha detto ancora sottolineando come anche la Ue "stia guardando alla Spagna" per dare impulso ad una politica europea di sanzioni dirette ai funzionari chavisti ed il congelamento dei beni del regime. Molti e delicati i temi all'ordine del giorno al tavolo dei mediatori a Medellin. Il più importante riguarda la situazione politica e sociale in Venezuela, che sarà esaminato insieme al ruolo della Missione di sostegno al Processo di pace in Colombia, alla crisi migratoria che coinvolge la realtà venezuelana, ma anche quella centroamericana, e alle sfide ai diritti umani nella regione. Per quanto riguarda il Venezuela, nella precedente Assemblea generale del 2018 l'Osa approvò una risoluzione in cui si dichiarava illegittima la rielezione di Nicolas Maduro come presidente, si chiedeva al governo di far entrare gli aiuti umanitari e si sollecitava la restituzione della "piena autorità" all'Assemblea nazionale, a maggioranza oppositrice. Annunciando l'appuntamento odierno, il quotidiano colombiano El Espectador cita che molti analisti criticano il fatto che sotto la conduzione del suo segretario generale, l'uruguaiano Luis Almagro, l'Osa si è schierata radicalmente contro Maduro, appoggiando totalmente la causa del suo principale oppositore, Juan Guaido', che però dalla sua autoproclamazione a presidente ad interim venezuelano ad oggi non ha potuto avanzare più di tanto per modificare la gestione del potere in Venezuela. Secondo i dati Unhcr, l'Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati, alla fine del 2018 circa 460 mila venezuelani avevano presentano formalmente domanda di asilo, la maggior parte in Paesi vicini in America Latina. Per garantire ai venezuelani maggiore protezione, "ora più che mai necessaria", l'Unhcr continua a chiedere agli Stati di "coordinare le proprie risposte" e garantire che i venezuelani, "a prescindere dal proprio status giuridico, non siano espulsi o rimpatriati forzatamente in Venezuela".


Trattative e scandali

Il consigliere diplomatico di Palazzo Chigi, l'ambasciatore Pietro Benassi, ha avuto a Roma un colloquio con il ministro degli esteri venezuelano Jorge Arreaza. Accordi illeciti per l'oro, cellule Hezbollah in Venezuela e la forte influenza di Cuba. Il generale Manulel Ricardo Cristopher Figueroa, l'ex capo dell'intelligence di Nicolas Maduro, descrive così il suo ex capo, il presidente del Venezuela, e la situazione del potere nel suo Paese. In un'intervista al Washington Post dopo mesi di fuga per aver tradito Maduro e cercato di aiutare Juan Guaido', Figeuroa non rimpiange di aver girato le spalle al suo ex capo. "Sono orgoglioso di quello che ho fatto", mette in evidenza Figueroa ammettendo di avere un "alto debito da pagare" per coloro che sono ancora in carcere grazie a lui. "Molti sono innocenti, devo tutto a loro".

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