MARTEDÌ 16 GIUGNO 2015, 001:01, IN TERRIS

LA RUSSIA MINACCIA DI REAGIRE ALL'INVIO DI ARMI USA NELL'EST EUROPA

Secondo il ministro della Difesa questo "è il passo più aggressivo dai tempi della guerra fredda"

AUTORE OSPITE
LA RUSSIA MINACCIA DI REAGIRE ALL'INVIO DI ARMI USA NELL'EST EUROPA
LA RUSSIA MINACCIA DI REAGIRE ALL'INVIO DI ARMI USA NELL'EST EUROPA
La Russia “non avrà altra scelta” se non rispondere in modo “adeguato” al dispiegamento di armi pesanti, carri armati e artiglieria da parte degli Usa e dei Paesi Nato sul territorio dell’Europa orientale e nei Baltici. L’avvertimento è dell’ispettore generale del ministero della Difesa russo, il generale Yuri Yakubov. Ha inoltre dichiarato che qualunque dispiegamento di armi pesanti statunitensi in queste zone sarà considerato come “il passo più aggressivo compiuto dal Pentagono dai tempi della guerra fredda”. Per questo Mosca sarà costretta ad aumentare le sue forze sul confine occidentale, dispiegando unità aeree e terrestri. Inoltre, sarà accelerato l’invio di nuovi missili Iskander nell’enclave russa di Kaliningrad, tra la Polonia e la Lituania, e saranno dispiegate le truppe in Bielorussia.

Questa è la risposta del Cremlino alla notizia secondo cui il Pentagono starebbe considerando l’ipotesi di inviare in modo permanente armi pesanti nei Paesi baltici e in quelli dell’Europa orientale aderenti alla Nato, come Polonia, Lituania e Romania. L’iniziativa avrebbe l’obiettivo si scoraggiare una possibile aggressione della Russia in Europa. Secondo alcuni funzionari Usa, il piano prevedrebbe di inviare sul terreno carri armati, veicoli da combattimento per la fanteria e altre armi pesanti, oltre a cinquemila militari.

La Polonia e la Lituania hanno confermato che sono in corso negoziati con Washington per dispiegare in modo permanente armi pesanti statunitensi all’interno dei loro confini. Il ministro della difesa polazzo, Tomasz Siemoniak, ha dichiarato di aspettarsi una decisione da parte degli Stati Uniti già entro le prossime settimane.

La proposta deve ancora essere convalidata dal segretario della difesa Ashton B. Carter e dalla Casa Bianca. Se fosse approvata, sarebbe la prima volta dalla fine della guerra fredda che Washington schiera forze militari nell’Europa dell’Est e nei Paesi baltici, entrati nella Nato nel 2004, e in passato sotto la sfera d’influenza sovietica.
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