MERCOLEDÌ 07 NOVEMBRE 2018, 01:00, IN TERRIS


SPAGNA

L'ultimo bollettino di guerra dell'Eta

Diffuso il bilancio di 50 anni di attività. "L'attacco all'Hipercor di Barcellona fu una vergogna"

REDAZIONE
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Barcellona dopo l'attacco all'Hipercor
Barcellona dopo l'attacco all'Hipercor
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ettecentocinquantotto omicidi e 2.606 "azioni", comprese alcune non ancora rivendicate, come l'attacco alla caffetteria Rolando in Calle del Correo Madrid del 1974. Questo il bollettino "finale" dell'Eta, l'organizzazione terroristica basca che si è sciolta la scorsa primavera. 


Omicidi

Le persone assassinate, precisa l'Eta nel comunicato diffuso un mese prima dello scioglimento e pubblicato ieri dal giornale Gara, sono "alcune decine meno di quelle elencate dal ministero dell'Interno o dalla Fondazione vittime del terrorismo che ne contano 853 o 829". Il gruppo terrorista ha anche accusato le autorità  di "falsi attentati" attribuiti a Eta come "l'incendio dell'hotel Corona di Aragona", in cui nel 1979 morirono 83 persone. 


Azioni armate

Le azioni armate sono, invece, due in più rispetto "a quelle rivendicate a suo tempo": oltre all'attacco al caffè madrileno (13 vittime) c'è anche l'omicidio di tre persone a Tolosa nel 1981. Nei cinquant'anni di attività violenta, l'Eta presume di aver commesso "365 attacchi contro la Guardia Civil" in cui ha ucciso 186 membri di questo corpo; 215 contro "forze di polizia spagnole" in cui morirono 139 agenti; e 147 contro l'esercito, in cui 101 soldati persero la vita, oltre a "11 ufficiali civili della Marina".


La "vergogna"

L'organizzazione basca ha poi definito un "errore " che mai avrebbe dovuto commettere l'attacco al supermercato Hipercor di Barcellona del 19 giugno 1987, nel quale persero la vita 21 persone e 45 rimasero ferite, l'attentato più sanguinoso mai portato a termine. "E' stato il più grande errore e una vergogna" ha ammesso. I sequestri di persona, invece, sono stati eseguiti "per motivi economici". Infine l'attentato mai commesso, quello che nel 2001 avrebbe dovuto eliminare l'allora premier Josè Maria Aznar. "C'erano tre progetti di attacchi - spiega il bollettino - con missili che avrebbero dovuto colpirlo mentre era in volo". 

 

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