SABATO 25 LUGLIO 2015, 12:00, IN TERRIS

KENYA: IL VIAGGIO DEL PRESIDENTE USA ALLA RICERCA DELLE PROPRIE RADICI

All’arrivo, Barack Obama è stato accolto dalla sorellastra Auma e ha cenato con la nonna Mama Sarah

MILENA CASTIGLI
KENYA: IL VIAGGIO DEL PRESIDENTE USA ALLA RICERCA DELLE PROPRIE RADICI
KENYA: IL VIAGGIO DEL PRESIDENTE USA ALLA RICERCA DELLE PROPRIE RADICI
Il viaggio del primo Presidente Usa in Kenya è stato all’insegna della ricerca delle proprie radici, nella terra che ha dato i natali al padre, Barack Obama Senior, un keniota di etnia Luo. Appena sbarcato dall’Air Force One, Barack Obama è stato accolto dalla sorellastra Auma, che lo ha abbracciato calorosamente, e dal presidente Uhuru Kenyatta e da altri alti dignitari keniani. A seguire, il presidente si è concesso una “cena in famiglia”: una trentina di persone sedute in due lunghe tavolate e nel mezzo Obama con a destra la nonna nota come “Mama Sarah” e a sinistra la sorella Auma, nata dal secondo matrimonio del padre morto in un incidente stradale nel 1982.

Obama è giunto in Kenya in visita ufficiale e proseguirà il suo viaggio in Etiopia. Una visita storica, la prima da parte di un Presidente Usa in carica nei due Paesi dell’Africa orientale. “Gli Stati Uniti devono essere presenti per promuovere i valori cui crediamo” ha dichiarato Obama appena atterrato in terra africana, sottolineando la necessità per gli Stati Uniti di “recuperare” in un territorio che ha attratto poco l’attenzione statunitense e dove la Cina è già massivamente presente. “Vediamo con favore gli aiuti cinesi in Africa. Crediamo sia una cosa buona. Non vogliamo scoraggiarli - ha chiarito Obama - ma quello che mi preme è assicurare che i benefici arrivino anche ai comuni cittadini e non siano solo per pochi. Credo quindi che possiamo dare forma ad un’agenda in cui Cina, Europa e Stati Uniti lavorino insieme su queste questioni”.

Potenziare i rapporti commerciali, spiega il Presidente Usa, è un elemento chiave anche nella lotta al terrorismo: “Credo che quando la gente vede opportunità, se ha un senso di controllo sul suo destino, allora è meno vulnerabile rispetto alla propaganda e alle ideologie distorte”. L’inquilino della Casa Bianca affronta anche il cruciale nodo del rispetto dei diritti umani: “Non sono un fan della discriminazione di nessuno, sulla base di razza o religione o orientamento sessuale o genere”, ha ricordato. In giornata Obama visiterà il memoriale dell'attentato all'ambasciata Usa del 1998 e avrà un colloquio con il presidente Uhuru Kenyatta sulla sicurezza.
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