Un nuovo episodio di tensione ha aggravato la crisi tra India e Pakistan, due potenze nucleari da tempo in conflitto sul conteso territorio del Kashmir. Gli attacchi missilistici indiani su nove siti in Pakistan hanno causato otto morti e 35 feriti, mentre tre civili indiani sono rimasti uccisi dal fuoco pakistano. L’escalation ha suscitato preoccupazione a livello internazionale, spingendo gli Stati Uniti a invitare entrambe le parti a evitare un ulteriore deterioramento della situazione.
Gli attacchi
Il bilancio delle vittime degli attacchi indiani di ieri in Pakistan è salito a otto morti e 35 feriti, ha dichiarato Islamabad. L’esercito indiano ha dichiarato che tre civili sono stati uccisi stanotte dal fuoco d’artiglieria dell’esercito pakistano lungo la loro Linea di controllo, il confine di fatto col Kashmir conteso. “Giustizia è fatta”: così l’esercito indiano, in un video postato su X dopo gli attacchi missilistici della notte su nove siti “terroristici” in territorio pachistano. “L’azione – ha informato l’esercito indiano in un comunicato – è stata concentrata, misurata e priva di intenzioni di escalation. Nessuna struttura militare è stata presa di mira”. Il segretario di Stato americano Marco Rubio ha esortato India e Pakistan a “disinnescare” la situazione di crisi tra i due paesi. Lo riferisce la Casa Bianca in una nota.
Fonte: Ansa

