MARTEDÌ 16 GIUGNO 2015, 10:32, IN TERRIS

JEB BUSH IN CAMPO PER LA CASA BIANCA: "IL PAESE E' SULLA STRADA SBAGLIATA"

Il fratello di George W. annuncia la sua candidatura alla presidenza. "Obama ha pensato troppo a fare alla storia e si è dimenticato la pace"

FRANCESCO VOLPI
JEB BUSH IN CAMPO PER LA CASA BIANCA:
JEB BUSH IN CAMPO PER LA CASA BIANCA: "IL PAESE E' SULLA STRADA SBAGLIATA"
La famiglia Bush prepara l'atto terzo. Dopo George senior e George W. a scendere in campo per la Casa Bianca è l'ultimo rappresentante della dinastia texana: Jeb. L'annuncio della candidatura è arrivata ieri al Dade College di Miami, dove si è presentato in maniche di camicia e senza cravatta. "Ho deciso - ha detto - sono un candidato per la presidenza degli Stati Uniti d'America". "Il nostro Paese si è incamminato su una strada sbagliata", ha avvertito Bush promettendo di impedire a Washington, "la statica capitale di un dinamico Paese", di fare altri danni.

Rivendicando i suoi successi come governatore della Florida, ha dunque snocciolato ambiziosi target economici con un tasso di crescita annua del 4% "e 19 milioni di nuovi posti: so che si può fare - ha assicurato - perché io l'ho fatto". Bush ha dunque promesso di semplificare la tassazione, di tagliare il debito federale e una politica estera più aggressiva in grado di contrastare la forza crescente di Isis. "La presidenza non deve passare da un liberale all'altro - ha attaccato - l'America merita di meglio. Loro hanno proposto un'agenda progressista che comprende di tutto tranne che il progresso. Sono responsabili della più lenta crescita economca della storia e del piu' alto aumento delle tasse mai registrato".

Obama, second Bush, è stato così ansioso di "fare la storia" che si è dimenticato "di fare la pace", lasciando in eredità crisi incontenibili ed alleanze instabili. "Abbiamo bisogno di un presidente americano che vada a l'Avana per solidarietà nei confronti un popolo cubano libero - ha incalzato - e sono sono pronto ad essere quel presidente". Il suo discorso è stato costantemente interrotto dagli applausi e da slogan di incitamento, come "Jeb go". Come anticipato, Jeb Bush si è rivolto alla folla in spagnolo, omaggiando la moglie messicana e puntando direttamente all'elettorato latino. "Sarò ottimista in ogni lingua - ha concluso - e non darò nulla per scontato. Correrò con il cuore e con il cuore vincerò".
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