Le autorità iraniane hanno deciso di chiudere nuovamente lo Stretto di Hormuz, snodo strategico per il traffico energetico globale. La misura ha avuto effetti immediati sulla navigazione, con petroliere costrette a invertire la rotta nel Golfo Persico. Cresce la tensione internazionale, mentre osservatori e mercati temono gravi ripercussioni sulla stabilità regionale e sull’approvvigionamento energetico mondiale. Trump ha dichiarato che, fino al momento in cui l’accordo raggiunto non sarà rispettato, le forze armate americane, resteranno schierate nell’area.
La decisione
Lo Stretto di Hormuz è stato completamente chiuso, costringendo le petroliere a fare inversione. Lo riferisce l’emittente iraniana Press Tv, secondo cui i dati di tracciamento marittimo mostrano che la petroliera Auroura, in rotta verso l’uscita dello Stretto, ha improvvisamente cambiato direzione vicino alla costa di Musandam (in Oman) ed eseguito una virata di 180 gradi tornando nel Golfo Persico.
Le possibili vie alternative
L’Iran annuncia due rotte marittime alternative, per le navi che intendono attraversare lo Stretto di Hormuz, per la possibile presenza di “mine”, secondo quanto ripota Afp che cita media iraniani.
Le dichiarazioni di Trump
“Tutte le navi, gli aerei e il personale militare statunitense, con munizioni, armamenti e qualsiasi altra cosa appropriata e necessaria per la persecuzione e la distruzione letale di un nemico già sostanzialmente indebolito, rimarranno schierate vicino all’Iran e nelle aree circostanti fino a quando un vero accordo non sarà raggiunto non sarà pienamente rispettato”. Lo ha scritto il presidente americano Trump in un post sul suo social Truth. “Se per qualsiasi motivo ciò non dovesse accadere, cosa altamente improbabile, allora inizieranno gli scontri a fuoco, più grandi e più intensi di quanto si sia mai visto prima”, ha aggiunto.
Fonte Ansa

