Le recenti dichiarazioni degli inviati di Stati Uniti e Russia riaccendono l’attenzione sugli sviluppi diplomatici legati al conflitto in Ucraina. Da un lato, Washington ribadisce l’impegno di Mosca nel percorso verso la pace; dall’altro, segnali simbolici e aperture lasciano intravedere possibili nuovi incontri tra le delegazioni dei due Paesi. In un contesto internazionale ancora segnato da forti tensioni, i colloqui di Miami e le ipotesi su una futura tappa a Mosca delineano scenari in evoluzione sul piano della sicurezza globale.
Le dichiarazioni
“La Russia resta pienamente impegnata a raggiungere la pace in Ucraina”. Lo ha detto l’inviato speciale di Donald Trump, Steve Witkoff, al termine degli incontri del weekend a Miami. “La Russia apprezza molto gli sforzi e il sostegno degli Stati Uniti per risolvere il conflitto ucraino e ristabilire la sicurezza globale”, ha aggiunto il funzionario senza tuttavia precisare se ci siano stati dei progressi nei colloqui.
Gli orizzonti futuri
Intanto l’inviato speciale del presidente russo Vladimir Putin e ceo del Fondo russo per gli investimenti diretti (Rdif), Kirill Dmitriev, ha lasciato intendere che il prossimo incontro tra le delegazioni russa e statunitense sull’Ucraina potrebbe svolgersi a Mosca. “Grazie, Miami. La prossima volta: Mosca”, ha scritto Dmitriev sulla sua pagina X accompagnando il post con una sua foto con una maglietta con la scritta ‘La prossima volta a Mosca’ e la firma di Putin. Il 15 agosto in Alaska il leader russo aveva suggerito in inglese al suo omologo statunitense Donald Trump che il prossimo incontro si sarebbe tenuto a Mosca: in una conferenza stampa congiunta per riassumere i risultati del vertice di Anchorage il presidente Usa aveva dichiarato di non vedere l’ora di rivedere presto il leader russo; “la prossima volta a Mosca?”, aveva risposto Putin con un sorriso. Dmitriev ha concluso ieri sera due giorni di colloqui con gli Stati Uniti sull’Ucraina ed è ripartito da Miami.
Fonte: Ansa

