MERCOLEDÌ 22 APRILE 2015, 19:15, IN TERRIS

GRECIA: STIPENDI A RISCHIO, LA MERKEL VA IN SOCCORSO DI TSIPRAS

Al governo di Atene mancano ancora 400 milioni, non è bastata la confisca delle liquidità locali

CLAUDIA GENNARI
Angela Merkel è scesa in campo accanto a Alexis Tsipras per provare a sbloccare i negoziati tra Grecia e creditori. La Cancelliera e il premier ellenico hanno messo in calendario un vertice a due a margine del Consiglio europeo straordinario di domani sull’immigrazione per fare il punto della situazione. Atene nel frattempo va a caccia dei soldi per riuscire a pagare gli stipendi e le pensioni di aprile, la confisca delle liquidità locali non basta: “Ci mancano ancora 400 milioni”, ha ammesso oggi in un’intervista Dimitris Mardas, viceministro delle Finanze, cifra che il governo spera di raccogliere grazie alle entrate garantite dalla rateizzazione degli arretrati con il fisco.

Solo ieri il presidente della Commissione Ue, Jean Claude Jucker si era dichiarato per niente soddisfatto di come si sono messe le cose, e che “Atene deve fare molto di più”. Dunque le parti restano ancora molto lontane su temi come il lavoro, pensioni e privatizzazioni, ma ambo le parti proveranno a smussare gli angoli per accelerare il cammino verso una soluzione, perché il tempo a disposizione non è molto. Intanto la contestatissima decisione del governo ellenico di requisire la cassa degli enti locali ha regalato al paese qualche settimana di respiro, ma i soldi per gli stipendi stanno finendo. La situazione rischia di peggiorare ancora il 12 maggio, giorno in cui è previsto un rimborso al Fondo Monetario Internazionle di 800 milioni di euro E anche se "i trattati non prevedono l'uscita di un paese dall'euro", come ha ricordato a tutti Mario Draghi, i mercati tengono acceso l'allarme rosso.

Tsipras sa bene di dover scendere in campo nel modo migliore nelle prossime settimane, per sbloccare quello che sembra un dialogo tra sordi. Non solo: oltreoceano l’America si preoccupa per l’amore che sta nascendo tra il governo di Atene e Putin, iniziando a usare il bastone e la carota, infatti Obama è tornato a chiedere a Buxelles una soluzione ragionevole. Ma anche sul fronte interno non mancano gli ottimisti, come Jeroen Dijsselbloem, numero uno dell’Eurogruppo, convinto che “si arriverà a un’intesa nelle prossime settimane”. Ma la Bce starebbe studiando l’ipotesi di ridurre ancora gli spazi di manovra delle banche elleniche, strumento di pressione che dà l’idea di come i creditori siano insoddisfatti dello stallo e abbiano deciso di adottare una linea più dura.

L’incontro con la Merkel potrebbe essere fondamentale in questo quadro. I due potrebbero trovare una soluzione intermedia che possa dare un po’ di ossigeno a Atene. Di fronte alla dimostrazione di buona volontà dei creditori, i due potrebbero accordarsi per dare l’ok allo sblocco di altri aiuti. A quel punto il vero termine per trovare una soluzione finale potrebbe slittare al 20 luglio, quando la Grecia dovrà restituire 3,5 miliardi alla Bce. A quel punto, senza altre soluzioni, il default sarà impossibile.
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