Gaza, l’allarme di Msf: possibili stop alle attività umanitarie per le nuove regole di Israele

L’organizzazione ha chiesto alle autorità israeliane di garantire che le ong internazionali possano continuare a operare a Gaza, sottolineando che la risposta umanitaria, già limitata, non può essere ulteriormente ridotta

Gaza (@ Emad El Byed su Unsplash)

Le nuove misure introdotte da Israele per la registrazione delle organizzazioni non governative internazionali sollevano forte preoccupazione sul futuro dell’assistenza umanitaria nei Territori palestinesi. A lanciare l’allarme è Medici Senza Frontiere, una delle principali realtà mediche operative nella Striscia di Gaza, che avverte del rischio concreto di una drastica riduzione delle cure salvavita per centinaia di migliaia di persone. In un contesto in cui il sistema sanitario locale è gravemente compromesso, l’eventuale revoca della registrazione delle ong potrebbe aggravare ulteriormente una crisi umanitaria già definita senza precedenti.

L’allarme

Le nuove misure introdotte da Israele per la registrazione delle organizzazioni non governative internazionali rischiano di privare centinaia di migliaia di persone a Gaza di cure mediche salvavita. Lo denuncia Medici Senza Frontiere – tra le più grandi organizzazioni mediche attualmente operative nella Striscia – secondo cui le nuove disposizioni potrebbero comportare la revoca della registrazione delle ong internazionali a partire dal 1° gennaio. Infatti, la mancata registrazione impedirebbe alle organizzazioni, tra cui Msf, di fornire servizi essenziali alla popolazione di Gaza e della Cisgiordania, sostiene l’organizzazione. Il sistema sanitario di Gaza è ormai distrutto, e se le organizzazioni umanitarie indipendenti ed esperte perdessero la possibilità di operare, ne conseguirebbe un disastro per i palestinesi, sottolinea Msf in una nota. L’organizzazione chiede alle autorità israeliane di garantire che le ong internazionali possano continuare a operare in modo imparziale e indipendente a Gaza, sottolineando che la risposta umanitaria, già limitata, non può essere ulteriormente ridotta.

Le dichiarazioni

“Nell’ultimo anno, i team di Msf hanno curato centinaia di migliaia di pazienti e fornito centinaia di milioni di litri d’acqua”, ha affermato Pascale Coissard, coordinatrice delle emergenze di Msf a Gaza. “Le équipe di Msf stanno cercando di ampliare le attività e supportare il sistema sanitario di Gaza, ormai distrutto. Solo nel 2025 abbiamo effettuato quasi 800.000 visite ambulatoriali e gestito più di 100.000 pazienti con trauma, e se otterremo la registrazione, intendiamo continuare a rafforzare le nostre attività nel 2026”. Msf – ricorda la nota – garantisce cure mediche salvavita su vasta scala, ma nemmeno questo è sufficiente a soddisfare le enormi esigenze della popolazione di Gaza. Solo nel 2025, con un budget di oltre 100 milioni di euro, le sue équipe hanno curato oltre 100.000 pazienti con trauma; gestito l’assistenza per oltre 400 posti letto ospedalieri; eseguito 22.700 interventi chirurgici su quasi 10.000 pazienti; effettuato quasi 800.000 visite ambulatoriali; somministrato 45.000 vaccinazioni; assistito più di 10.000 parti; fornito più di 40.000 sessioni individuali di salute mentale – e sessioni di gruppo per oltre 60.000 persone; hanno distribuito più di 700 milioni di litri d’acqua e prodotto quasi 100 milioni di litri di acqua potabile. Per il 2026, Msf ha stanziato tra i 100 e i 120 milioni di euro per la sua risposta umanitaria a Gaza. Molti dei servizi forniti da Msf non sono disponibili altrove a Gaza a causa della distruzione del sistema sanitario.

L’azione umanitaria

Se Msf perdesse l’accesso alla Striscia nel 2026, a causa della decisione delle autorità israeliane, gran parte della popolazione di Gaza perderebbe l’accesso alle cure mediche essenziali, all’acqua e all’assistenza di base. Le attività di Msf aiutano quasi mezzo milione di persone a Gaza. Msf continua a cercare un dialogo costruttivo con le autorità israeliane per poter continuare ad operare. A Gaza, Msf supporta attualmente 6 ospedali pubblici e gestisce 2 ospedali da campo. Msf sostiene anche 4 centri sanitari e gestisce 1 centro di alimentazione per persone affette da malnutrizione. Msf ha recentemente aperto 6 nuovi centri di salute che forniscono cure per le ferite e altri servizi sanitari. MSF opera nei territori palestinesi occupati dal 1989.

Fonte: Ansa

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