La situazione umanitaria nei territori palestinesi resta drammatica, tra nuove restrizioni, violenze e difficoltà nell’accesso ai servizi essenziali. In Cisgiordania, l’Onu segnala l’isolamento di alcune famiglie nel villaggio di Qusra, dove è arrivato un primo intervento dell’Unicef. A Gaza, invece, proseguono gli attacchi e cresce la preoccupazione per l’imminente stagione delle piogge. Le organizzazioni umanitarie denunciano inoltre la grave carenza di tende e materiali per l’accoglienza, mentre i fondi raccolti restano largamente inferiori alle necessità.
L’intervento
Un primo intervento umanitario ha raggiunto le famiglie palestinesi rimaste per giorni confinate nelle proprie abitazioni a Qusra, villaggio della Cisgiordania settentrionale, dopo l’insediamento di un avamposto israeliano nelle vicinanze e l’inasprimento delle restrizioni all’accesso. Lo riferisce l’Onu. Una squadra dell’Unicef ha distribuito acqua, cibo, medicinali, prodotti per l’igiene e kit per i bambini. L’Ocha-Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari segnala tuttavia che 3 famiglie restano circondate da una consistente presenza di forze israeliane e coloni. Nei giorni scorsi, secondo quanto riferito dall’Onu, alcuni coloni avrebbero attaccato gli operai impegnati nel ripristino delle utenze idriche ed elettriche danneggiate, mentre alcuni lavoratori sarebbero stati fermati dalle forze israeliane. A una fabbrica palestinese della zona sarebbe stato inoltre ordinato di sospendere le attività.
La protezione dei civili
L’Onu richiama alla necessità di proteggere i civili, le abitazioni e i beni e di garantire l’accesso ai servizi essenziali. La situazione resta critica anche nella Striscia di Gaza, dove continuano attacchi aerei, bombardamenti, colpi d’arma da fuoco e fuoco navale. Secondo i partner umanitari delle Nazioni Unite, la maggior parte dei 2,1 milioni di abitanti di Gaza è concentrata in un’area che rappresenta meno della metà del territorio della Striscia prima della guerra. Tra le vittime degli ultimi episodi vi sono anche civili. Preoccupa inoltre l’arrivo della stagione delle piogge. L’Onu e le organizzazioni umanitarie sono riuscite ad acquistare meno di 30mila tende, a fronte di un fabbisogno stimato tra 80 mila e 130 mila. La maggior parte delle tende acquistate, però, resta bloccata fuori da Gaza, mentre i materiali per realizzare strutture di accoglienza più resistenti non possono ancora entrare nella Striscia. Nel 2026, infine, è stato finora raccolto meno del 40% dei 4 miliardi di dollari necessari per gli interventi umanitari a Gaza e in Cisgiordania.
Fonte Ansa

