Gaza City, nuova ondata di attacchi dell’Idf

Il raid dell’aviazione militare di Israele hanno colpito diverse aree vicino agli ultimi ospedali attivi. Le vittime palestinesi sono almeno 83

Macerie a Gaza (@ Emad El Byed su Unsplash)

Una nuova ondata di attacchi israeliani su Gaza ha colpito aree vicine ad alcuni degli ultimi ospedali ancora attivi, aggravando ulteriormente la crisi umanitaria nella Striscia. Almeno 83 palestinesi sono stati uccisi solo oggi, secondo fonti sanitarie locali. Le Nazioni Unite parlano di una strategia sistematica per smantellare il sistema sanitario di Gaza, denunciando un vero e proprio “medicidio”. Cresce la condanna internazionale, mentre continuano i bombardamenti anche nei pressi di strutture pediatriche e centri medici vitali.

La situazione sul campo

Le forze israeliane hanno scatenato una nuova ondata di attacchi su Gaza, colpendo aree vicine ad alcuni dei pochi ospedali ancora funzionanti, mentre prosegue l’attacco via terra su Gaza City. Fonti sanitarie riferiscono ad Al Jazeera di almeno 83 palestinesi uccisi oggi dalle forze israeliane. Missili hanno colpito le aree intorno agli ospedali di al-Shifa e al-Ahli, tra i pochi ancora funzionanti: almeno 15 persone sono state uccise fuori da al-Shifa, mentre altre quattro sono morte in un altro attacco vicino ad al-Ahli. Hamas ha condannato gli attacchi vicino agli ospedali come un “crimine di guerra a tutti gli effetti” e “un palese messaggio di sfida e palese disprezzo per la comunità internazionale”. Ieri era stato attaccato tre volte anche un ospedale pediatrico, quello di al-Rantisi. L’Onu, nell’inchiesta che ha condotto a dichiarare le azioni di Israele a Gaza un genocidio, ha anche evidenziato la distruzione da parte di Israele del centro di fecondazione in vitro di Al Basma, che ha distrutto 4.000 embrioni e 1.000 campioni di sperma e ovuli, definendola “una misura volta a impedire le nascite tra i palestinesi di Gaza”, e uno degli atti definiti di genocidio dalla Convenzione del 1948.

Le Nazioni Unite

Le Nazioni Unite affermano che queste azioni si inscrivono in una campagna sistematica per smantellare il settore sanitario di Gaza, che descrivono come “medicidio”: l’uccisione di operatori sanitari e la distruzione di ospedali per eliminare l’assistenza medica nell’enclave. Ieri è stato ucciso, tra gli altri, un operatore di Medici senza Frontiere, il tredicesimo dall’inizio della guerra.

Fonte: Ansa

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