MERCOLEDÌ 13 FEBBRAIO 2019, 15:04, IN TERRIS


SPAGNA

Finanziaria bocciata, si va verso le elezioni

Le Cortes dicono "no" alla legge di Bilancio. Il premier Sanchez incassa la sconfitta e si prepara ad annunciare il voto

REDAZIONE
Pedro Sanchez
Pedro Sanchez
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occiata la finanziaria proposta dal governo Sanchez ed esecutivo mai apparso così in bilico come in questo momento. Domenica scorsa le manifestazioni contro il premier spagnolo avevano coinvolto buona parte delle opposizioni di destra ma anche numerosi cittadini, contrariati dalle aperture al dialogo con gli indipendentisti catalani. Sentori e campanelli d'allarme per un governo la cui maggioranza era già estremamente risicata e che, ora come ora, viaggia mestamente a vele sgonfie verso le elezioni anticipate, a 8 mesi dall'insediamento. ll tutto, peraltro, mentre si sta svolgendo il processo a 12 leader indipendentisti arrestati dopo il referendum di ottobre 2017, in un clima di particolare tensione dovuto all'annunciata rottura con i partiti indipendentisti.


Separatisti con l'opposizione

Una situazione estremamente complicata per Sanchez che, a questo punto, si trova in quell'impasse che appariva abbastanza chiara già domenica scorsa, poiché la retromarcia sul fronte indipendentista sarebbe coincisa con il veto alla legge di bilancio la quale, a conti fatti, ha ricevuto il solo sostegno di Podemos e Psoe, troppo scarno per dare il via libera alla finanziaria. Ancora più emblematico il voto se si pensa che, per la prima volta, i partiti separatisti hanno dato il loro appoggio all'opposizione di centrodestra. Il premier Sanchez ha abbandonato la sede del Congresso senza pronunciarsi sul voto che, a questo punto, sembra spalancare le porte delle elezioni per la Spagna.


Elezioni a stretto giro

Ora, Sanchez potrebbe già da subito dichiarare conclusa la legislatura e chiamare alle urne gli spagnoli. Al momento, il premier non ha rilasciato dichiarazioni nemmeno su questa eventualità la quale, però, appare di probabile realizzazione se non oggi nel giro di pochissimi giorni. Questo anche a fronte di un voto piuttosto netto da parte delle Cortes che, con 191 voti favorevoli, hanno detto sì all'emendamento di bocciatura della legge sui conti, chiudendo a qualsiasi tipo di mediazione, saltata peraltro anche sul fronte separatista dopo la "x" rossa tracciata sulla proposta di mediazione avanzata nei giorni scorsi.

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