MERCOLEDÌ 10 MAGGIO 2017, 18:58, IN TERRIS

Fadwa Barghouti scrive a Papa Francesco: "Aiuti i prigionieri palestinesi prima che sia tardi"

La moglie del leader di al-Fatah, Marwan, chiede l'intervento del Pontefice in difesa degli scioperanti: "Sono vittime di una punizione collettiva"

REDAZIONE
Fadwa Barghouti scrive a Papa Francesco:
Fadwa Barghouti scrive a Papa Francesco: "Aiuti i prigionieri palestinesi prima che sia tardi"
Fadwa Barghouti, moglie del leader di al-Fatah Marwan Barghouti, ha scritto di suo pugno una lettera a Papa Francesco, chiedendo al Santo Padre di intervenire sulla questione dei prigionieri palestinesi "prima che sia troppo tardi". La consorte dell'ex politico ha fatto riferimento allo sciopero della fame tutt'ora in atto nelle carceri israeliane, al quale starebbero partecipando circa 800 detenuti appartenenti all'organizzazione paramilitare, tra i quali il marito: "La libertà e la dignità sono dati da Dio - ha scritto Fadwa nella sua missiva - e nessun gruppo umano può privare un altro di questi diritti". La lettera, come riportato dall'Ansa, sarebbe stata consegnata alle autorità cattoliche della Palestina durante un incontro tenuto nella città di Ramallah.

Fadwa: "Prigionieri abbandonati dal mondo"


Nel corso della contesa fra Israele e Territori palestinesi, il Vaticano ha sempre mantenuto una posizione favorevole al riconoscimento dell'Autorità come uno Stato. Nella lettera rivolta al Pontefice, Fadwa Barghouti ha ribadito le motivazioni che hanno spinto i prigionieri a intraprendere lo sciopero lo scorso 17 aprile, sostenendo come il governo israeliano abbia violato i loro diritti. Un'azione forte, dunque, per cercare di porre fine "alle azioni arbitrarie e punitive, alle torture e agli abusi, alle intenzionali negligenze mediche" nei confronti dei prigionieri che, come specificato ancora dalla moglie di Marwan, "sono vittime di una punizione collettiva da parte di Israele e sono stati abbandonati dal mondo".

Lo sciopero di Barghouti


In sostanza, si specifica nella lettera, "i prigionieri chiedono il diritto a visite regolari dei parenti e il diritto all'educazione". Secondo quanto riferito dalle autorità israeliane, sono almeno 840 i detenuti che hanno aderito allo sciopero della fame, mentre stando alle fonti palestinesi la cifra si attesterebbe attorno alle mille persone. Nei giorni scorsi, il leader di al-Fatah era finito al centro di alcune polemiche, dopo la diffusione di un video da parte del servizio carcerario israeliano che, a quanto pare, avrebbe ritratto un detenuto (identificato come Marwan) intento a mangiare in due giorni differenti (il 27 aprile e il 5 maggio). La moglie di Barghouti, però, aveva seccamente smentito che il prigioniero ripreso fosse il marito, definendo il filmato un falso: "Le autorità israeliane - ha detto in una successiva conferenza stampa - usano metodi bassi e cattivi. Mio marito è stato in prigione per oltre 15 anni di cui tre in isolamento a causa delle sue idee e non sarebbe mai caduto in una trappola simile".
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