Escalation in Medio Oriente: gli Stati Uniti valutano l’invio di un contingente militare

Tra minacce incrociate e scenari di intervento, cresce la tensione tra Washington, Teheran e i principali attori regionali

Foto di Daniel su Unsplash

Cresce la tensione in Medio Oriente mentre l’amministrazione guidata da Donald Trump valuta nuove opzioni militari per contenere l’Iran e garantire la sicurezza energetica nella regione. Dall’ipotesi di inviare truppe sull’isola di Kharg al possibile dispiegamento lungo lo Stretto di Hormuz, gli Stati Uniti studiano scenari ad alto rischio. Sullo sfondo, si moltiplicano le minacce reciproche: Washington avverte Teheran su possibili ritorsioni devastanti, mentre l’Arabia Saudita ribadisce la propria disponibilità a reagire militarmente. Un quadro sempre più instabile, che alimenta timori di un’escalation su larga scala.

I possibili scenari

L’amministrazione Trump sta valutando l’invio di migliaia di soldati americani in Medio Oriente. Lo riporta Reuters sul proprio sito, sottolineando che una delle opzioni discusse è l’invio di forze di terra sull’isola di Kharg. Un’altra alternativa è il dispiegamento di truppe lungo le coste dell’Iran per assicurare il passaggio sicuro dello Stretto di Hormuz. L’amministrazione sta anche valutando la possibilità di dispiegare forze per mettere al sicuro l’uranio arricchito iraniano.

Le dichiarazioni

Il presidente americano Donald Trump ha minacciato di distruggere l’enorme giacimento di gas iraniano di South Pars se Teheran dovesse attaccare nuovamente l’importante impianto di produzione di gas naturale liquefatto (gnl) di Ras Laffan in Qatar. Trump ha confermato sulla sua piattaforma Truth Social che Israele ha colpito South Pars, ma ha affermato che gli Stati Uniti “non sapevano nulla” del raid che ha portato alla rappresaglia iraniana contro Ras Laffan. “Non ci saranno ulteriori attacchi da parte di Israele contro questo importantissimo e prezioso giacimento di South Pars, a meno che l’Iran non decida sconsideratamente di attaccare un Paese completamente innocente, ovvero il Qatar. In tal caso gli Stati Uniti d’America, con o senza l’assistenza o il consenso di Israele, distruggeranno in modo massiccio l’intero giacimento di gas di South Pars con una forza e una potenza che l’Iran non ha mai visto né conosciuto prima”, ha scritto Trump.

La posizione saudita

L’Arabia Saudita ha dichiarato oggi di “riservarsi il diritto” di reagire militarmente contro l’Iran, che prende regolarmente di mira il Paese con droni e missili. “Ci riserviamo il diritto di intraprendere azioni militari se necessario”, ha affermato il ministro degli Esteri saudita Faisal bin Farhan bin Abdullah, sottolineando che “il Regno non cederà alle pressioni; al contrario, tali pressioni si ritorceranno contro coloro che le esercitano”.

Fonte Ansa

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