MARTEDÌ 21 LUGLIO 2015, 001:30, IN TERRIS

DISGELO USA-CUBA: KERRY VISITERA' L'AVANA IL 14 AGOSTO

Dopo 54 anni sono state ufficialmente ristabilite le relazioni diplomatiche tra i due Paesi

MATTIA SHERIDAN
Sono state ristabilite ufficialmente le relazioni diplomatiche tra gli Usa e Cuba. Un atto simbolo di quel disgelo iniziato nel dicembre dello scorso anno, grazie alla mediazione della Santa Sede. Ieri sono state riaperte le rispettive ambasciate nelle capitali. A Washington, per la prima volta dal 1961, la bandiera cubana è stata issata dal Dipartimento di Stato Americano. La cerimonia ufficiale si è svolta dinanzi alla rappresentanza diplomatica dell'isola, a 3 km dalla Casa Bianca. Era presente anche il Ministro degli Esteri dell'Avana, Bruno Rodriguez, che in seguito è stato ricevuto dal collega statunitense, John Kerry, prima di tenere insieme una conferenza stampa. Questa è la prima visita ufficiale di un Ministro degli Esteri cubano dal 1959.

Tutt'altra musica invece all'Avana. Una cerimonia senza onori e fanfare per la rappresentanza statunitense sull'isola di Cuba. Qui i diplomatici americani attendono la visita di Kerry, programmata per il 14 agosto, per dare tutti gli onori al drappo a stelle e strisce. Nell'attesa dell'alza bandiera dinanzi al segretario di stato americano, sono stati eseguiti i lavori di restauro dell'edificio che ospiterà l'ambasciata statunitense. John Kerry sarà il primo segretario di Stato Usa a recarsi a Cuba dal 1945.

Tuttavia, anche se sono stati fatti passi avanti nel rapporto tra USA e Cuba, restano ancora dei nodi da sciogliere. In primis vi è il riconoscimento della violazione dei diritti umani da parte del regime di Castro. Su questo tema ha parlato anche Marc Rubio, figlio di immigrati cubani e candidato alle primarie del 2016: "Questo riconoscimento - ha sottolineato - in qualche modo manda un messaggio ai dissidenti nel mondo che gli Stati Uniti accettano la forma di governo cubana attuale come legittima". Dalla parte opposta Raul Castro ha esortato il presidente Obama a "smantellare l'embargo economico" che vige nei confronti dell'isola dal 1960. Questo è ritenuto il principale ostacolo per la normalizzazione delle relazioni diplomatiche.

Continuano poi a pesare altri due temi bollenti: Cuba ha le compensazioni per le proprietà americane confiscate dopo la rivoluzione cubana del '59, per un valore stimato tra i 7 e gli 8 miliardi di dollari. Infine, Washington ha richiesto il rientro in patria di diversi fuggitivi, ricercati negli USA, che hanno trovato asilo politico sull'isola.

 
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