Il governo cubano ha reagito con durezza alla decisione del presidente statunitense Donald Trump di firmare un decreto che apre alla possibilità di imporre dazi ai Paesi che vendono petrolio a Cuba. L’Avana interpreta il provvedimento come un’ulteriore escalation delle misure restrittive nei confronti dell’isola, già colpita da un lungo regime di sanzioni economiche. La presa di posizione ufficiale è stata affidata al ministro degli Esteri, che ha denunciato pubblicamente l’iniziativa come un atto di aggressione contro il popolo cubano.
Le dichiarazioni
La firma da parte di Donald Trump di un decreto che stabilisce che gli Stati Uniti potrebbero imporre dazi doganali ai paesi che vendono petrolio a Cuba è stata definita da L’Avana “un atto brutale di aggressione“. “Denunciamo davanti al mondo questo atto brutale di aggressione contro Cuba e il suo popolo, sottoposto da oltre 65 anni al blocco economico più lungo e crudele mai applicato a un’intera nazione, che ora si promette di sottoporre a condizioni di vita estreme”, ha denunciato su X il ministro degli Esteri cubano Bruno Rodriguez.
Fonte: Ansa

