Alta tensione tra L’Avana e Washington dopo l’intercettazione di un motoscafo proveniente dagli Stati Uniti nelle acque territoriali cubane. Secondo le autorità dell’isola, a bordo viaggiava un gruppo armato con l’obiettivo di compiere un’azione terroristica. L’operazione della Guardia Costiera si è conclusa con un conflitto a fuoco e diverse vittime, mentre dagli Stati Uniti è arrivata la richiesta di chiarimenti e la promessa di una reazione “una volta accertati i fatti”.
I fatti
Il ministero dell’Interno cubano ha reso noto che i 10 occupanti di un’imbarcazione proveniente dagli Stati Uniti, intercettata nelle acque territoriali cubane, avevano l’intenzione di compiere un’infiltrazione “con fini terroristici”. Secondo il sito governativo Cubadebate, a bordo erano presenti fucili d’assalto, armi corte, esplosivi artigianali, giubbotti antiproiettile, cannocchiali e uniformi mimetiche. Tra i partecipanti, tutti cubani residenti negli Usa, sono state identificate sette persone: sei arrestate e Michel Ortega Casanova, ucciso durante l’operazione, mentre le restanti tre vittime sono ancora in corso di identificazione. Duniel Hernández Santos, indicato come inviato dagli Stati Uniti per coordinare l’azione, è stato arrestato a Cuba e avrebbe confessato le proprie responsabilità secondo il ministero dell’Interno, mentre alcuni dei sospetti risultavano già ricercati per terrorismo in base alla Risoluzione 1373 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.
Il commento
Commentando la vicenda della sparatoria, il segretario di Stato Usa ha spiegato che Washington “reagirà di conseguenza” una volta accertati i fatti. Quattro persone sono rimaste uccise in uno scontro a fuoco con l’equipaggio del motoscafo immatricolato negli Stati Uniti, intercettato da un’unità della Guardia Costiera a circa un miglio dalla costa settentrionale, nei pressi della località di Corralillo.
Fonte Ansa

