Il turismo cubano, a causa della difficile situazione internazionale, continua a perdere terreno, aggravando una crisi economica che dura ormai da anni. I dati ufficiali dei primi cinque mesi del 2026 mostrano un drastico calo degli arrivi internazionali, con effetti sempre più pesanti su alberghi, trasporti e attività legate al settore. La riduzione dei voli e il crollo dei principali mercati di provenienza confermano le difficoltà dell’isola nel rilanciare uno dei suoi comparti strategici.
La situazione
Continua a Cuba il crollo del turismo, uno dei settori chiave dell’economia dell’isola caraibica. Secondo i dati diffusi dall’Ufficio nazionale di statistica e informazione (Onei), nei primi cinque mesi del 2026 Cuba ha accolto 359.491 visitatori internazionali, il 58,4% in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Nel solo mese di maggio sono stati registrati appena 30.883 arrivi.
La crisi
Il calo si inserisce nel contesto della grave crisi economica che colpisce il Paese dal 2020 ed è accompagnato dalle difficoltà del settore dei trasporti, con la cancellazione di numerosi collegamenti aerei internazionali. Tra i principali mercati di provenienza, il Canada si conferma al primo posto con 126.239 visitatori, seguito dagli Stati Uniti con 25.572 e dalla Russia con 21.136, tutti in forte diminuzione rispetto al 2025. In calo anche gli arrivi dei cubani residenti all’estero, scesi del 39% a 60.874 persone. La crisi si riflette sugli alberghi: nel primo trimestre dell’anno il tasso medio di occupazione è precipitato al 12,9%, meno della metà del già modesto 23,7% registrato nello stesso periodo del 2025.
Fonte Ansa

