La crisi energetica che da mesi colpisce Cuba sta avendo ripercussioni sempre più pesanti anche sulle telecomunicazioni. I prolungati blackout hanno infatti compromesso il funzionamento delle infrastrutture, lasciando intere comunità senza telefonia e accesso a internet. L’impresa statale Etecsa ha riconosciuto il drastico calo nella disponibilità dei servizi, mentre la situazione appare aggravata dalla carenza di carburante, dall’inflazione e dall’obsolescenza delle tecnologie. Il recente collasso della rete elettrica nazionale ha ulteriormente evidenziato la fragilità dell’intero sistema.
Il calo dei servizi
Etecsa, l’impresa statale di telecomunicazioni di Cuba, ha riconosciuto che i servizi di telefonia fissa e mobile nel Paese hanno subito un drastico calo. A causa dei prolungati blackout, intere comunità dell’isola sono rimaste senza copertura cellulare e connessione a internet. L’ente ha spiegato che “durante gli ultimi mesi è diminuita la disponibilità dei servizi mobili e fissi provocando sempre più disagi alla popolazione”.
La rete sotto pressione
Il collasso della rete elettrica nazionale della scorsa settimana ha evidenziato la gravità del problema, interrompendo oltre l’80% delle stazioni radio base e quasi il 70% delle centraline. La crisi strutturale è aggravata dall’inflazione, dalla carenza di carburante e da tecnologie ormai obsolete. Attualmente, infatti, si registrano circa 77 mila segnalazioni di guasti attivi unicamente sulla rete fissa.
Gli investimenti nelle rinnovabili
Per far fronte all’emergenza, l’azienda sta riorganizzando le priorità di investimento puntando verso le energie rinnovabili. A tal proposito, Etecsa ha sottolineato che “non è fattibile continuare a investire per ampliare la rete di accesso se non si ha la capacità di sostenere energeticamente l’infrastruttura di telecomunicazioni”.
Fonte Ansa

