Colombia: Petro respinge l’offerta di pace dell’Eln

Il presidente colombiano ha accusato la guerriglia di aver fatto fallire i negoziati perpetrando numerose violenze legate alle economie illegali

Colombia
Foto di Flavia Carpio su Unsplash

Si inasprisce il confronto tra il governo colombiano e l’Esercito di liberazione nazionale sul futuro del processo di pace. Il presidente Gustavo Petro ha respinto con fermezza la proposta avanzata dal gruppo guerrigliero, accusandolo di aver compromesso i negoziati con una nuova ondata di violenze. Le dichiarazioni del Capo dello Stato segnano una battuta d’arresto nel dialogo, riportando al centro il tema delle economie illegali e della tutela dei civili.

Il messaggio

Il presidente colombiano Gustavo Petro ha respinto la proposta di pace avanzata dall’Esercito di liberazione nazionale (Eln), accusando il gruppo guerrigliero di aver distrutto “con il sangue e il fuoco” il processo negoziale avviato dal suo governo. In un messaggio diffuso sui social, Petro ha denunciato che l’Eln ha fatto naufragare l’accordo “uccidendo umili contadini”, in massacri riconducibili al controllo delle coltivazioni illecite e dell’estrazione illegale dell’oro.

La presa di posizione

Secondo il Capo dello Stato, non è possibile riaprire alcun negoziato senza un previo e chiaro abbandono delle economie illegali e della pratica del reclutamento di minori. La presa di posizione giunge dopo che l’Eln ha rivolto alle forze politiche e sociali del Paese la proposta di un “accordo nazionale” per superare il conflitto armato e la crisi strutturale che affliggono la Colombia da quasi settant’anni, ipotizzando anche una riforma costituzionale. Petro ha ribadito che la pace può essere costruita solo su atti concreti di disarmo, legalità e rispetto dei civili.

Fonte Ansa

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