VENERDÌ 28 AGOSTO 2015, 001:01, IN TERRIS

CINA: SUBITO IN CARCERE I GIORNALISTI CHE PARLANO DI BORSA

Inoltre, l'agenzia di Stato Xinhua accusa gli Stati Uniti della crisi finanziaria che sta attraversando

AUTORE OSPITE
CINA: SUBITO IN CARCERE I GIORNALISTI CHE PARLANO DI BORSA
CINA: SUBITO IN CARCERE I GIORNALISTI CHE PARLANO DI BORSA
Va tutto bene, o almeno così deve sembrare. Le notizie della tempesta finanziaria che si è abbattuta su Shanghai e Shenzhen, trascinandosi già anche le borse europee e americane, non devono apparire sui media cinesi, pena la galera. La narrazione della crisi da parte di Pechino è all’insegna del “va tutto bene”. Come riporta la Stampa, infatti, ai giornalisti è vietato pubblicare notizie e commenti negativi su quanto sta avvenendo in estremo Oriente.

Da ciò che passa dai media, la Cina è il migliore dei mondi possibili. A ricevere critiche possono essere i singoli funzionari, ma le autorità del Paese sembrano sempre aver imbroccato la strada giusta. Quando le cose però vanno davvero storte e non c’è modo di “indorare la pillola” le soluzioni sono due: la prima è il silenzio totale, come è accaduto martedì e mercoledì nel Paese, proprio i giorni più drammatiche per le Borse di Shangai e Shenzhen. La seconda è scatenare la caccia alle streghe.

Ed è ciò che sta facendo ora l’agenzia di stampa governativa, la Xinhua, che ha dato tutta la colpa del Black Monday e dei suoi strascichi finanziari agli Stati Uniti, in particolare all’atteso aumento del costo del denato Usa. Il vero bersaglio della stampa governativa, però, sono i giornalisti e i broker. Un giornalista del settimanale economico Caijing è stato arrestato perché ha raccontato una storia diversa da quella che piace al governo: cioè che il valore delle azioni cinesi stava calando.

Oltre che per i giornalisti, le manette sono scattate anche per diversi analisti finanziari: almeno 8 dipendenti della banca di investimenti Citic Securities sarebbero stati portati via dalla polizia, ma anche la Haitong Securities, GF Securities, Huatai Securities e Founder Securities sono state messe sotto inchiesta e il numero degli arresti è imprecisato.
Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.
Facebook Twitter Google + Scrivici Scrivici
Commenti

Gentile lettore, 

la redazione si riserva di approvare i commenti prima della loro pubblicazione. 

Fai una donazione
Vuoi essere aggiornato?
NEWS
Incendio in una fabbrica in India
INCIDENTI SUL LAVORO IN INDIA

Mumbai, rogo in una fabbrica di dolci: 12 morti

Il calore sprigionato dal rogo ha causato un rapido cedimento di parte della struttura
Pier Carlo Padoan
CASO BANCHE

Padoan: "Mai autorizzati colloqui dei ministri"

Il titolare del Mef: "Sugli istituti di credito la responsabilità è di via XX Settembre"
Luigi Di Maio
ELEZIONI

Di Maio apre alle alleanze

Il candidato premier M5s non esclude coalizioni: "Il 40% o governiamo con chi ci sta"
Marco Orsi e Luca Dotto
NUOTO | EUROPEI

Dotto, Orsi, Sabbioni: a Copenaghen brillano le stelle azzure

L'Italia vince la classifica per nazioni del torneo continentale di vasca corta con 959 punti
I due presunti assassini: Raffaele Rullo e Antonietta Biancaniello
OMICIDIO LA ROSA

Il presunto killer: "Non sono stato io"

La madre ha dichiarato di aver fatto tutto da sola
Jacqueline de la Baume Dürrbach, Il cartone del Guernica esposto in Sala Zuccari, Palazzo Giustiniani, Roma
PICASSO

In mostra "Guernica icona di pace"

Alla Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani dal 18 dicembre al 5 gennaio 2018