La difficoltà di accesso alle risorse inasprisce le tensioni. Nel Ciad orientale, nella provincia di Wadi Fira, la disputa tra due famiglie su un pozzo d’acqua è degenerata in scontri tra gruppi etnici rivali che hanno coinvolto una vasta area e fatto 42 morti, riporta la Bbc citando le autorità ciadiane. Il vice primo ministro Limane Mahamat si è recato nella zone e la situazione sarebbe tornata sotto controllo. Nel Pase africano le rivalità etniche e i contrasti tra pastori agricoltori per l’accesso all’acqua e ai pascoli sono frequenti.
Gli scontri
Almeno 42 persone sono state uccise e dieci ferite negli scontri tra gruppi etnici rivali nel Ciad orientale, in un conflitto iniziato per una disputa su un pozzo d’acqua: lo riferiscono le autorità citate dalla Bbc. Il conflitto nella provincia di Wadi Fira, inizialmente tra due famiglie, si sarebbe trasformato in una spirale di attacchi di rappresaglia che si sono estesi su una vasta area, con villaggi dati alle fiamme. Le autorità ciadiane hanno dichiarato ieri che una delegazione guidata dal vice primo ministro Limane Mahamat è stata inviata nella zona e che la situazione è di nuovo sotto controllo.
Il contesto
Gli scontri etnici con esito mortale sono frequenti nel Ciad caratterizzato da una lunga storia di dispute tra agricoltori e pastori, nonché da tensioni etniche. I combattimenti sono spesso motivati dalla necessità di accesso ad acqua e pascoli.
I profughi
L’arrivo di profughi in fuga dalla guerra civile nel confinante Sudan ha ulteriormente acuito le tensioni per le risorse e la sicurezza, mentre il vice primo ministro ha detto che il governo ciadiano sta adottando tutte le misure necessarie per impedire che il conflitto sudanese destabilizzi la zona di confine.
Fonte Ansa

