Brasile: la siccità mette a rischio i trasporti fluviali sul Rio delle Amazzoni

Il settore dei trasporti fluviali brasiliano avverte che con il picco della stagione secca in autunno, con l’effetto di El Niño, in Amazzonia si rischia la crisi della navigazione

Foto di Ivo Brasil: https://www.pexels.com/it-it/foto/citta-foresta-fiume-viaggio-17217451/

Il Brasile rischia una crisi per i trasporti fluviali in Amazzonia in autunno, a causa del picco della stagione secca e dei ritardi nel dragare i fondali. Il periodo più critico dovrebbe essere quello compreso fra ottobre e novembre, quando ci potrebbe essere un aggravamento della siccità a causa di El Niño. Il Dipartimento nazionale per le infrastrutture dei trasporti ha annunciato che le operazione di dragaggio nei punti più delicati dovrebbero iniziare entro metà settembre, mentre le associazioni di settore temono non sia sufficienti e le imprese e i terminal portuali predispongono misure emergenziali.

Rischio crisi per la siccità

La stagione secca si avvicina al picco e in Amazzonia cresce il rischio di una nuova crisi per la navigazione, tra i ritardi nei dragaggi necessari a mantenere i fondali navigabili. E’ quanto denunciano le associazioni del settore ad Agencia Infra, evidenziando che i guai per i trasporti potrebbero cominciare da metà settembre, con il periodo più critico atteso tra ottobre e novembre, in coincidenza anche con il peggioramento della siccità legato a El Niño. Il Dipartimento nazionale per le infrastrutture dei trasporti (Dnit) ha comunicato che i dragaggi nei tratti più critici dovrebbero iniziare nella prima metà di settembre. Il settore teme che gli interventi non siano sufficienti.

I tratti più problematici

La crisi potrebbe ripercuotersi anche sulla Zona franca di Manaus, che dipende dal trasporto fluviale per l’arrivo di componenti e la distribuzione dei prodotti industriali. Uno dei punti più problematici è il tratto del Tabocal dove la riduzione del livello del Rio delle Amazzoni potrebbe portare la profondità a circa sette metri a novembre, rendendo difficoltoso il passaggio delle navi portacontainer.

Le contromisure di emergenza

Gli armatori sono già costretti a ridurre i carichi, aumentando i costi. In caso di ulteriore calo, le navi potrebbero fermarsi a Itacoatiara e le merci essere trasferite su chiatte, capaci di navigare in acque meno profonde. Imprese e terminal portuali si preparano a possibili misure di emergenza: i principali operatori hanno predisposto parte di un molo galleggiante per consentire il trasbordo dei container, soluzione utilizzata durante la siccità del 2023.

Fonte Ansa

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