La crisi in Bolivia si aggrava con violenti scontri tra polizia e manifestanti nel dipartimento di Cochabamba, storica roccaforte di Evo Morales. Le forze dell’ordine sono intervenute con gas lacrimogeni per sgomberare un blocco stradale, mentre i dimostranti rispondevano con pietre e dinamite. Un camionista è rimasto ferito. È il primo grave episodio dopo la dichiarazione dello stato di emergenza da parte del governo.
Gli scontri
Scontri tra polizia e manifestanti nel dipartimento boliviano di Cochabamba, roccaforte politica dell’ex presidente di sinistra Evo Morales: gli agenti hanno dovuto usare gas lacrimogeni vicino alla città di Llavini per sgomberare la strada che collega la regione con la parte occidentale del Paese, al chilometro 57, dove i dimostranti gettavano pietre e dinamite dalle colline. Almeno un camionista è risultato ferito, secondo i media locali. “Mi hanno lanciato pietre e dinamite, mi hanno detto che avrebbero dato fuoco al camion”, ha raccontato al portale di notizie Unitel José Ticona, uno dei circa 200 camionisti bloccati dalla protesta. Si è trattato del primo incidente di questo tipo da quando, due giorni fa, il presidente di centro-destra Rodrigo Paz ha dichiarato lo stato di emergenza, nel tentativo di porre fine a sette settimane di proteste e blocchi stradali.
Fonte Ansa

