LUNEDÌ 04 MAGGIO 2015, 10:00, IN TERRIS

BALTIMORA: MANIFESTAZIONI PACIFICHE DOPO LA REVOCA DEL COPRIFUOCO

Nella città del Maryland non si fermano le dimostrazioni di dissenso sulle azioni delle forze dell'ordine

CLAUDIA GENNARI
BALTIMORA: MANIFESTAZIONI PACIFICHE DOPO LA REVOCA DEL COPRIFUOCO
BALTIMORA: MANIFESTAZIONI PACIFICHE DOPO LA REVOCA DEL COPRIFUOCO
Dopo cinque giorni consecutivi e numerose infrazioni della disposizione, il sindaco di Baltimora Stephanie Rawlings-Blake ha sospeso il coprifuoco, indetto lunedì scorso in seguito ai violenti scontri tra manifestanti e polizia, iniziati dopo la fine dei funerali di Freddie Gray, giovane morto in seguito a una lesione spinale mentre era in custodia della polizia. Il sindaco ha spiegato in un tweet che la sua volontà era di far durare il coprifuoco pochi giorni, sospendendolo non appena fosse stato possibile. Ma è probabile che sia stato eliminato anche perché stava alimentando malcontenti e disordini nella città del Maryland, che si stanno estendendo a tutti gli States

Nel frattempo sono centinaia le persone che stanno aderendo a manifestazioni pacifiche e raduni di preghiera a Baltimora, “possiamo marciare tutta la notte se vogliamo” ha dichiarato durante un corteo Jamal Bryant, il reverendo che ha tenuto l’elogio funebre di Gray. Ha continuato dicendo che “questo è un festival per la città: siamo uniti e dichiarato vittoria”, riferendosi all’incriminazione di 6 agenti di polizia per vari reati, tra cui quello di omicidio di secondo grado e omicidio colposo.

L’accusa più grave, ovvero quella di omicidio di secondo grado, è a carico dell’agente Caesar Goodson, l’autista del furgoncino nel quale Gray venne caricato dopo l’arresto. L’agende dovrà rispondere anche di abuso e condotta negligente. Comunque il bilancio di queste giornate riporta dei numeri che devono far riflettere: 113 agenti sono rimasti feriti, mentre 486 manifestanti facinorosi sono stati arrestati, secondo quanto riferito dal portavoce della polizia Eric Kowalczyk, che tuttavia non accenna al bilancio tra i manifestanti. Ora la guardia nazionale sta lasciando la città, ma si contano pensanti danni economici, con circa 200 piccole aziende costrette alla chiusura, secondo le stime del governatore del Maryland, Larry Hogan.
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