MARTEDÌ 03 FEBBRAIO 2015, 10:46, IN TERRIS

Annuncio di Obama: basta alle politiche di austerity, pagano i ricchi

I repubblicani, in maggioranza al Congresso dopo la sconfitta democratica alle elezioni di mid term, annunciano battaglia

MILENA CASTIGLI
Annuncio di Obama: basta alle politiche di austerity, pagano i ricchi
Annuncio di Obama: basta alle politiche di austerity, pagano i ricchi
Il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama dice “no” a un nuovo programma economico di austerity per rilanciare il Paese. Tra le proposte contenute nella finanziaria 2016, il Governo fa un’inversione di rotta rispetto alle precedenti manovre e propone di aumentare le tasse alle multinazionali e ai superricchi. Tra le altre soluzioni: aiuti alle famiglie della classe media, investimenti per le infrastrutture, aumento degli stanziamenti del Pentagono e aumento delle royalties per le trivellazioni petrolifere. “La proposta di bilancio è costruita per aiutare le famiglie della middleclass e investire sulle infrastrutture”, ha detto Obama. La manovra inviata al Congresso ammonta a 3.990 miliardi di dollari.

I repubblicani, in maggioranza al Congresso, annunciano battaglia nei confronti delle proposte di Obama; spiegano che soltanto una parte limitata di queste potrà passare e che comunque si dovrà trovare un compromesso con quello che loro ritengono un principio irrinunciabile: lo sviluppo non si ottiene alzando le tasse sui settori più produttivi della società; la ripresa non si realizza attraverso un programma di sostanziale assistenzialismo nei confronti dei più deboli. “E’ sempre la stessa storia, aumentare le tasse in modo da uccidere investimenti e creazione di posti di lavoro”, ha reagito il repubblicano Paul Ryan, chairman dell’House Ways and Means Committee.

Ma il Presidente ormai sembra proiettato, più che allo scontro, a recuperare consensi – e voti – per le prossime Presidenziali dopo la débâcle delle elezioni di mid term del 2014 che hanno visto il partito Democratico battuto dai repubblicani, i quali hanno mantenuto il controllo della Camera dei Rappresentanti e conquistato il Senato costringendo così Obama ad affrontare i prossimi due anni di mandato con un Congresso dove il suo partito è in minoranza.
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