Non scende la tensione ad Aleppo, tornata teatro di guerra con l’inizio degli scontri tra le forze affiliate a Damasco e i curdo-siriani nella città settentrionale della Siria. Nelle ultime 48 ore i combattimenti tra le due fazioni, condotti con armi leggere ma anche bombardamenti d’artiglieria, hanno fatto 15 morti e costretto 30mila persone ad abbandonare le proprie case, quando le temperature sono vicine allo zero. L’Alta rappresentante dell’Ue Kaja Kallas dal Cairo ha commentato che l’escalation dimostra quanto sia fragile la sicurezza nel Paese, sottolineando l’importanza che Damasco faccia quelle riforme necessarie da convincere gli investitori sull’economia siriana.
Bombardamenti di artiglieria
Intensi scontri armati sono in corso ad Aleppo attorno ai quartieri a maggioranza curda di Sheikh Maqsud e Ashrafiye. Lo riferisce l’Osservatorio siriano per i diritti umani e media locali, secondo cui è in corso un pesante bombardamento di artiglieria da parte delle fazioni agli ordini del leader Ahmad Sharaa, sostenuto dalla Turchia. Con la copertura di artiglieria, le forze di Sharaa tentano di penetrare nei due quartieri e trovano per ora la resistenza delle forze curde locali.
Gli sfollati
Sono circa 30 mila gli sfollati da Aleppo, nel nord della Siria, a seguito dei primi due giorni di pesanti scontri tra fazioni siriane agli ordini del leader Ahmad Sharaa e le forze curdo-siriane presenti nei due quartieri a maggioranza curda di Ashrafiye e Sheikh Maqsud. Lo riferisce l’Ufficio Onu per il coordinamento umanitario (Ocha), secondo cui oltre 2.000 famiglie si sono dirette verso l’enclave nord-occidentale di Afrin, al confine con la Turchia, mentre 1.100 persone hanno trovato rifugio in centri di assistenza allestiti nelle vicinanze della metropoli siriana. Oltre ad Ashrafiye e Sheikh Maqsud, si registrano danni materiali anche in altri quartieri di Aleppo, tra cui Alleramun, Midan, il quartiere siriaco, Nile Street, Khaldiye, Zuhur, Tareq ben Ziad, Bostan Bash e Trab al-Hellok. L’aeroporto internazionale di Aleppo rimane chiuso da due giorni, con i voli dirottati sulla capitale Damasco. Anche le scuole sono chiuse in città, tornata a essere un teatro di guerra, con bombardamenti di artiglieria tra le parti.
Le conseguenze dell’escalation sui civili
Resta alta la tensione ad Aleppo, dove nella notte si sono intensificati gli scontri armati tra
fazioni siriane agli ordini del leader Ahmad Sharaa e le forze curdo-siriane nei quartieri di Ashrafiye e Sheikh Maqsud. A riferirlo è l’Osservatorio siriano per i diritti umani, che
mette in guardia dalle “gravi conseguenze” dell’escalation sulla popolazione civile e sulle infrastrutture della città. In 48 ore di scontri il bilancio è di 15 morti e circa 60 feriti
tra i civili, tra cui donne e bambini. Le vittime includono anche cinque combattenti, appartenenti alle due parti in conflitto. Secondo l’Osservatorio, i combattimenti sono stati caratterizzati dall’uso di armi leggere, medie e pesanti, con il ricorso anche a lanciarazzi e colpi di artiglieria, provocando forti esplosioni e ha diffuso panico tra i residenti. Due civili sono rimasti feriti in seguito a un attacco con un drone contro il quartiere a maggioranza curda di Bani Zaid, mentre altri bombardamenti hanno interessato l’area di Shaqif, causando ingenti danni materiali. La situazione resta tesa, in assenza di misure efficaci per la protezione dei civili, mentre si moltiplicano gli appelli locali per un cessate il fuoco immediato. L’Osservatorio segnala minacce di assalto rivolte ai residenti di Sheikh Maqsud e Ashrafiye da parte di fazioni legate a Ahmad Sharaa, in un contesto aggravato dall’arrivo in città di sfollati provenienti da Afrin.
Save the Children: “Cessate le ostilità”
Ad Aleppo, a seguito dell’escalation di violenza, nelle ultime 24 ore il numero delle persone in fuga dalla città è aumentato drasticamente. Molte famiglie rimangono in città con accesso limitato a cibo e riscaldamento, con temperature vicine allo zero. Save the Children si sta preparando ad aumentare l’intervento a sostegno degli sfollati e di coloro che non sono in grado di lasciare la città. “È tragico che, nella nuova ondata di violenza in Siria, un bambino sia stato ucciso ad Aleppo solo un mese dopo che il Paese aveva celebrato la fine di 14 anni di conflitto. In tutto il Paese, 2,5 milioni di bambini sono già sfollati internamente e qualsiasi aumento delle ostilità rischia di costringere altri bambini ad abbandonare le loro case. Ieri in sole 24 ore, ben 16 mila persone sono state costrette a fuggire da Aleppo, metà delle quali erano bambini. Altre famiglie rimangono nelle loro case, con accesso limitato a cibo, vestiti o combustibile per il riscaldamento, con temperature notturne che scendono fino a 1 grado Celsius”, ha dichiarato Rasha Murhez, Direttrice nazionale di Save the Children per la Siria. “Save the Children chiede a tutte le parti di cessare immediatamente le ostilità, per garantire la protezione di tutti i civili dalla violenza, in particolare dei bambini. Da oltre un decennio, Save the Children opera in Siria e continuerà a essere presente per i bambini, distribuendo cibo, materassi, combustibile per il riscaldamento, coperte e indumenti pesanti per proteggere dal freddo invernale i bambini e le famiglie sfollati. Chiediamo un aumento dei finanziamenti per poter portare avanti il nostro intervento. Stiamo collaborando strettamente con i nostri partner per raggiungere coloro che non sono in grado di lasciare la città”, ha detto Murhez.
Kallas: “Siria stabile nell’interesse dell’Ue”
“La Siria deve ancora affrontare enormi sfide. Gli scontri ad Aleppo degli ultimi giorni
dimostrano quanto fragile sia la sicurezza dopo le” prime “elezioni del post-Assad”. Lo ha detto l’Alta rappresentante dell’Ue, Kaja Kallas, in conferenza stampa al Cairo con il
ministro degli Esteri egiziano, Badr Abdelatty. “L’Ue è stata una delle prime, o addirittura la prima, ad allentare le sanzioni per aiutare il Paese nella ricostruzione. Ma non basta: anche gli investitori devono avere fiducia nell’economia, ed è per questo che le riforme dello stato di diritto sono estremamente importanti“, ha sottolineato Kallas, ribadendo al disponibilità a “un nuovo partenariato politico Ue-Siria” e a “sostenere al meglio le riforme della governance e del settore della sicurezza” nel Paese. “Una Siria stabile è nell’interesse dell’Egitto ma anche dell’Europa“, ha osservato.
Fonte Ansa

