Terremoto in Venezuela, oltre 3.600 vittime: la rete Caritas mobilita gli aiuti umanitari

Il bilancio dell'emergenza in Venezuela racconta migliaia di tonnellate di beni distribuiti, decine di migliaia di persone assistite e il lavoro di oltre 3.300 volontari nelle aree devastate dal sisma

Venezuela Foto Vatican News

A quasi due settimane dai violenti terremoti che hanno colpito il Venezuela, continua ad aggravarsi il bilancio delle vittime, mentre prosegue senza sosta la macchina dei soccorsi. Il primo rapporto di Caritas Venezuela fotografa un’imponente risposta umanitaria, resa possibile dalla rete di volontari e dal sostegno internazionale. Migliaia di tonnellate di aiuti, kit alimentari e sanitari, medicinali e acqua potabile sono già stati distribuiti nelle zone più colpite, raggiungendo decine di migliaia di persone rimaste senza casa e in condizioni di estrema vulnerabilità.

Le vittime

A quasi due settimane di distanza, mentre il bilancio provvisorio ufficiale delle persone decedute sale a 3.685, Caritas Venezuela ha presentato il suo primo bollettino di risposta all’emergenza provocata dai terremoti di magnitudo 7,2 e 7,5 che hanno scosso il nord del paese lo scorso 24 giugno 2026. Il documento, intitolato con lo slogan della campagna “Dopo il terremoto, l’amore”, offre un bilancio dettagliato dell’azione umanitaria dispiegata tra il 25 giugno e il 6 luglio 2026, e rende conto di un’operazione che ha unito la consegna di aiuti a un rigoroso sistema di tracciabilità. Dalle prime ore della tragedia, l’organizzazione ha attivato la sua rete diocesana e parrocchiale per assistere le comunità più colpite, tra cui La Guaira, il Distretto della Capitale, Caracas, e varie regioni del centro e dell’occidente del Paese. “Ogni cifra rappresenta famiglie accompagnate, case assistite e speranza che arriva”, sottolinea il documento.

Gli aiuti umanitari

Secondo il rapporto, Caritas Venezuela ha ricevuto 14.700 tonnellate di aiuti umanitari, di cui 9.000 tonnellate – il 61% del totale – sono già state distribuite, mentre 5.700 tonnellate rimangono in stock, pronte per le fasi successive dell’operazione. Del totale distribuito, l’acqua ha rappresentato la quota maggiore, con 4.031 tonnellate, seguita da 3.247 tonnellate di alimenti. Sul piano dell’assistenza diretta, l’organizzazione ha assemblato e consegnato 8.000 kit di aiuto: 5.000 di alimenti, 3.000 di igiene e 1.000 destinati alle squadre di soccorso. Con ciò, 8.000 famiglie hanno ricevuto un kit completo, il che equivale a una copertura stimata tra le 32.000 e le 40.000 persone, oltre a circa 730.000 razioni alimentari familiari conteggiate in totale.

Gli aspetti medici

Il bollettino documenta anche la risposta data nel campo della salute, con 73.356 unità di presidi medici e medicine spedite nell’arco di quattro giornate e attraverso 26 punti di consegna nella Grande Caracas e La Guaira; il 61,3% è stato destinato direttamente a ospedali e centri sanitari. Il documento sottolinea il ruolo del volontariato come “il cuore di questa risposta”: una media di 3.360 volontari ha lavorato all’operazione, con giornate di 7,5 ore, il che rappresenta 2.100 ore giornaliere di servizio, con una media di 280 persone al giorno. A questo sforzo si è aggiunto il sostegno della rete globale di Caritas – con la presenza dello statunitense Christian Relief Services, Caritas America Latina, Caritas, Spagna, Caritas Germania e Caritas Porto Rico -, i cui specialisti lavorano insieme alle squadre locali in aree come acqua e risanamento igienico-sanitario, gestione dei rischi, nutrizione e accoglienza.

Fonte Agensir

ARTICOLI CORRELATI

AUTORE

ARTICOLI DI ALTRI AUTORI

Ricevi sempre le ultime notizie

Ricevi comodamente e senza costi tutte le ultime notizie direttamente nella tua casella email.

Stay Connected

Seguici sui nostri social !

Scrivi a In Terris

Per inviare un messaggio al direttore o scrivere un tuo articolo: