Se penso alla speciale consacrazione a cui sono chiamati uomini e donne di ogni luogo e di ogni epoca storica, me compreso, e volessi trovare una immagine corrispondente, mi viene in mente quello dei segnali stradali. Tutti siamo chiamati alla santità e dunque alla consacrazione a Dio in virtù del Battesimo che ci rende membra della Chiesa mistico Corpo di Cristo, Mistero e Sacramento, Popolo di Dio. Alcuni però come sappiamo si consacrano in modo particolare e speciale (dobbiamo applicare la distinzione dei tre sensi: speciale, universale e particolare) in un cammino appunto particolare in un particolare stato di perfezione di modo che siano segni viventi per gli stessi altri battezzati e per tutti gli uomini e le donne, seguendo non solo i comandamenti ma anche i consigli evangelici, come sappiamo.
Il tema del segno è importante perché richiama quello di modello. I consacrati devono seguire Cristo anche nel loro farsi modello speciale agli occhi, alle intelligenze, ai cuori delle altre persone. Uno dei fini della vita consacrata è quello di essere testimonianza viva della verità del Vangelo, e segno peraltro escatologico di speciale efficacia chiamato ad aiutare e sostenere il cammino di tutti. Nondimeno il modo con cui ci si consacra fa la differenza: perché consacrato lo è ogni battezzato. E dunque quella che più propriamente si chiama vita consacrata è un approfondimento speciale del Battesimo stesso.
Si dice, poi, spesso che le mani che aiutano sono più sacre delle bocche e dei cuori che pregano. In realtà i cuori oranti sono, assolutamente parlando, più necessari perché:
“Se il Signore non costruisce la casa, invano vi faticano i costruttori.
Se il Signore non custodisce la città, invano veglia il custode.” (Sal 127,1)
E tuttavia consacrati sono i cuori che pregano e sono le mani che “aiutano”, è l’intelligenza e la volontà, sono le emozioni e le relazioni: in una parola è l’essere umano intero a consacrarsi: consacrazione umana integrale, possiamo e, credo, dobbiamo dire così.
Essere segno speciale però di cosa? Della vita in Cristo, comune ad ogni battezzato. Essere segno della presenza di Cristo in noi e presso di noi, e dell’inabitazione stessa della Trinità (aspetto cristologico e trinitario della vita consacrata) e cioè della familiarità e amicizia con Dio, della comunione di tutti con Dio Uno e Trino con Cristo in Cristo e per mezzo di Cristo. Essere segno della sequela stessa di Cristo. Insegnare a seguirlo, insegnare ad essere discepoli e quindi anche apostoli (in qualche modo). Essere segno dell’amore e della verità che salvano e liberano (aspetto soteriologico della vita consacrata). Essere segno di sicura speranza (aspetto escatologico della vita consacrata). E potremmo continuare.
Insomma quello che può fare la professione dei consigli evangelici è donare un senso e un modo speciale di essere e operare deiforme, cristi-forme. Significa tutto ciò diventare ed essere un segno speciale di quella che possiamo chiamare “svolta teologica data da Cristo all’uomo” opposta ad ogni tipo di “svolta antropologica” che si vorrebbe dare a Dio. In questo si evince che un altro aspetto essenziale di ogni vita consacrata è pure una speciale partecipazione a quella che possiamo chiamare vita magnificativa, sull’esempio di Colei, la Beata Vergine Maria, che è la consacrata per eccellenza, dopo a al seguito del Cristo Figlio di Dio e Figlio suo, perché lo stesso Fiat della Madonna è modellato sul Fiat del Verbo incarnato e lo segue («Ecco, Signore, io vengo…per fare la Tua volontà», come dice il Salmo 39). Infine possiamo dire che si diventa un tale segno speciale di vita cristiana in parole ed in opere, VERBO AC EXEMPLO.

