Il Presidente del Consiglio Europeo António Costa, dopo aver affrontato una settimana particolarmente intensa, con un’agenda che riflette le priorità dell’Unione Europea in materia di diplomazia, sostenibilità e cooperazione internazionale, è pronto per il tour romano. Venerdì 6 giugno, Costa sarà in Vaticano per un’udienza con Papa Leone XIV, a cui farà seguito il vertice con la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, prima di volare a Monaco, dove parteciperà al Blue Economy and Finance Forum, evento di rilievo per l’economia del mare.
Durante una recente visita in Brasile, Costa ha sottolineato l’importanza di finalizzare l’accordo di libero scambio tra l’Unione Europea e il Mercosur entro dicembre 2025. Ha sottolineato come questo accordo rappresenti un passo significativo verso la stabilizzazione geopolitica e geoeconomica globale, specialmente in un contesto di crescenti tensioni internazionali e politiche protezionistiche. Costa ha anche espresso l’importanza del ruolo del Brasile nel promuovere la pace in Ucraina, esortando il Presidente Lula da Silva a fare pressione sulla Russia per cessare il fuoco e l’avvio di negoziati di pace. Ha ribadito l’impegno dell’UE nel sostenere il multilateralismo e il rispetto del diritto internazionale.
L’agenda di António Costa per la settimana riflette un impegno concreto verso la promozione della cooperazione internazionale, la sostenibilità e la pace. Attraverso incontri diplomatici e la partecipazione a eventi chiave, il Presidente del Consiglio Europeo continua a guidare l’UE in un percorso di crescita e stabilità. E in tutto questo l’Italia assume un ruolo strategico.
L’incontro a Palazzo Chigi e la successiva nota congiunta tra il presidente francese Emmanuel Macron e la premier Giorgia Meloni “è stata un’ottima cosa, un passo nella giusta direzione”, afferma il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa. I leader dell’Ue “devono agire assieme, è importante comprenderlo. Un ottimo viatico per il bilaterale con Meloni. Ma, soprattutto, una sottolineatura, quella del premier continentale, di particolare valore, tesa a indicare la direzione da seguire, soprattutto in questa fase. Del resto il faccia a faccia con Macron per ricucire lo strappo, superare le frizioni e rilanciare la collaborazione tra due Paesi fondatori della Ue, legati – come ha sottolineato la premier Giorgia Meloni – da molti, moltissimi interessi in comune peserò a lungo sulla politica estera europea e italiana. Soprattutto se si pensa alla crisi ucraina.
“I segnali” per quanto riguarda la guerra in Ucraina “non sono incoraggianti. Di fronte a un presidente americano, Trump, che oggi dice che non è sul tavolo l’opzione dell’Ucraina nella Nato e che la Russia va reinserita nella comunità internazionale ci si aspetterebbero da Mosca chiari e repentini passi avanti nella direzione della pace. Ma accade esattamente il contrario: la Russia continua a rispondere a queste aperture con bombardamenti sulle strutture civili e proposte ai tavoli negoziali buone per la propaganda interna, tipo denazifichiamo l’Ucraina”, ha sottolineato la presidente del Consiglio.

