Uniti come l’unica famiglia di Dio

famiglie
Foto di Dorothée QUENNESSON da Pixabay

“Se vuoi cambiare il mondo, vai a casa e ama la tua famiglia – insegna Madre Teresa di Calcutta -. L’amore comincia a casa: prima viene la famiglia, poi il tuo paese o la tua città”. Ben tre giornate (il 30 maggio e il 1° giugno) sono dedicate nel calendario giubilare a porre al centro dell’attenzione della Chiesa e del mondo “le famiglie, i bambini, i nonni e gli anziani”. L’Anno Santo è un tempo di grazia per tutte le donne e gli uomini di buona volontà, perciò, ha un profondo significato richiamare il patto tra le generazioni attraverso un evento che attraversa le età e unisce le radici e i rami della nostra società. All’oratorio Carlo Acutis di Fabriano ho modo di sperimentare quotidianamente quanto bisogno ci sia di dialogo tra le diverse età della vita.

Nell’Ecclesiaste leggiamo: “C’è una stagione per ogni cosa” ed è davvero così. Don Oreste Benzi, l’infaticabile apostolo della carità con il quale ho condiviso quindici anni di missione al servizio degli ultimi diceva che “la famiglia è il luogo dove curare tutti, sia le persone accolte sia quelle accoglienti, perché è la risposta al bisogno innato di relazione che ha ogni persona”. Nelle chiese giubilari è possibile ricevere il sacramento della riconciliazione in occasione del pellegrinaggio alla porta Santa, poi oggi e domani sono in programma i “dialoghi con la città”, la Festa della famiglia e la veglia di preghiera con recita del Rosario a chiusura del mese mariano a San Giovanni in Laterano in vista della Messa domenicale presieduta da Leone XIV a piazza San Pietro. Il Papa considera i giovani fonte di vita, di energie, di sentimenti, di idee e li sprona ad “affrontare con coraggio ogni ostacolo per dare nella vita il meglio di sé, secondo i disegni di Dio”.

Salutando i fedeli dalla Loggia delle Benedizioni della basilica di Santa Maria Maggiore, il Pontefice ha ricordato come la Salus Populi Romani, la Madonna venerata nella basilica mariana, “ha accompagnato tante volte il popolo di Roma nelle sue necessità“. E ha aggiunto: “Dio ci aiuti tutti a camminare insieme nella Chiesa, uniti come unica famiglia di Dio”. E’ proprio questo il senso dell’odierno Giubileo. La società è una famiglia di famiglie e la comunità internazionale è una famiglia di nazioni. Il Papa ha ricordato le parole di San Leone Magno: “Tutto il bene compiuto è opera di Cristo”, esprimendo il “desiderio di condividere nel cammino comune, gioie e dolori, fatiche e speranze” per offrire “quel poco che ho e che sono”.

A difesa della famiglia intesa appunto come cellula fondamentale della società già Francesco aveva sollecitato le istituzioni a non cedere alla tentazione di “alimentare le fiamme della sfiducia, della paura, dell’odio”, orientando invece le persone le persone verso “processi di riconciliazione”. Mai quanto oggi, in un mondo tormentato dalla “terza guerra mondiale a pezzi”, è necessario sanare le relazioni lacerate e riportare la pace e l’armonia tra le famiglie e nelle comunità. Per questo è fondamentale ascoltare. Comunicare, infatti, significa condividere, e la condivisione richiede l’ascolto, l’accoglienza. Ascoltare è molto più che udire. La costituzione pastorale “Gaudium et spes” invita a superare le distinzioni e le fratture, a rivolgersi “all’intera famiglia umana nel contesto di tutte quelle realtà entro le quali essa vive”. Si tratta di un dialogo, per portare a tutta la famiglia umana la salvezza, per collaborare al suo vero bene ed alla soluzione dei gravi problemi, nella luce del Vangelo. Nei due Sinodi dei vescovi dedicati alla famiglia è stato evidenziato come ci siano sempre punti di vista diversi. Ma bisogna cercare spazi per ascoltare lo Spirito Santo e permettergli di operare in profondità “con coraggio apostolico, con umiltà evangelica e con orazione fiduciosa”. Nella successione delle generazioni impariamo a comprendere le problematiche e le fatiche che la famiglia e le persone sopportano a vari livelli.

In un mondo così complesso non si può incasellare tutto in termini o concetti predefiniti. Oggi molta realtà sfugge. Occorre, perciò, unire l’educazione alla compassione. Ogni persona è un dono di Dio e ha qualcosa da offrire all’altro. Il Magistero pontificio ci guida, dunque, ad accompagnare e a educare affinché ogni persona capisca il messaggio del Vangelo che non è contro nessuno ma a favore di tutti nel senso che può aiutare ciascuno a capirsi e a vivere in relazione con gli altri. La famiglia, scriveva il poeta inglese John Ruskin, è “il luogo della pace, il rifugio non soltanto dal torto, ma anche dalla paura, dal dubbio, dalla discordia”.

Sconto del 15% sul primo acquisto su StampaeStampe.it
Sconto del 15% sul primo acquisto su StampaeStampe.it

ARTICOLI CORRELATI

AUTORE

don Aldo Buonaiuto
don Aldo Buonaiuto
Fondatore e direttore editoriale di In Terris, è un sacerdote della Comunità Papa Giovanni XXIII. Da anni è impegnato nella lotta contro la prostituzione schiavizzata

ARTICOLI DI ALTRI AUTORI

Lenovo

Ricevi sempre le ultime notizie

Ricevi comodamente e senza costi tutte le ultime notizie direttamente nella tua casella email.

Stay Connected

Seguici sui nostri social !

Scrivi a In Terris

Per inviare un messaggio al direttore o scrivere un tuo articolo: