Terra Santa, la speranza della pace

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Foto di Tamara Menzi su Unsplash

In Medio Oriente si succedono giornate di febbrili trattative diplomatiche attorno al piano di pace per Gaza proposto dal presidente Usa Donald Trump. Il mondo cattolico segue con apprensione gli sviluppi delle mediazioni in corso per fermare la guerra nella Striscia. Tra gli interventi più lucidi e lungimiranti spicca una nota della Fraternità di Comunione e Liberazione. “Ciò che sta avvenendo in Terra Santa riempie il cuore di dolore e struggimento per il popolo palestinese, vittima di un vero e proprio massacro, di una ‘violenza inaccettabile’ (Cei, 24 settembre 2025)- osserva l’associazione laicale di diritto pontificio presieduta da Davide Prosperi, primo successore laico del fondatore del movimento don Luigi Giussani-.Per gli ostaggi ancora nelle mani dei terroristi di Hamas, e per tutti coloro che sono coinvolti negli scontri. Inoltre, arrivano notizie sempre più allarmanti dai Paesi confinanti con la Russia, a cominciare dalla martoriata Ucraina, e da tanti altri luoghi del mondo, segnati da guerre e persecuzioni”.

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Papa Leone XIV (@ Vatican News)

Come ha sottolineato Leone XIV l’umanità assiste attonita “all’imporsi della legge del più forte, in base alla quale si legittimano i propri interessi. È desolante vedere che la forza del diritto internazionale e del diritto umanitario non sembra più obbligare, sostituita dal presunto diritto di obbligare gli altri con la forza”. Questo pone interrogativi urgenti: “Come si può credere, dopo secoli di storia, che le azioni belliche portino la pace e non si ritorcano contro chi le ha condotte? Come si può continuare a tradire i desideri di pace dei popoli con le false propagande del riarmo, nella vana illusione che la supremazia risolva i problemi anziché alimentare odio e vendetta?”, si chiede il Pontefice. Cl evidenzia come oggi più che mai, in un contesto che sembra refrattario a ogni appello, occorra sostenere qualunque iniziativa diplomatica per riaprire spiragli di dialogo, di negoziato, di confronto tra le parti: la pace vale ogni sforzo possibile. La situazione della popolazione di Gaza, infatti, ha ferito la coscienza di molti, perché “nel cuore di ciascuno abita il desiderio della giustizia e della pace”. Purtroppo questo desiderio positivo “si riduce spesso a una buona intenzione, confusa nelle prospettive e quindi facilmente strumentalizzabile“, si legge nella nota di Comunione e Liberazione.

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@ A sx per gentile concessione, dx Davide Prosperi (@ via Imagoeconomica Andrea Di Biagio)

Le tensioni e i gravi disordini che si sono verificati in numerosi contesti dimostrano ancora una volta “l’evidente contraddizione insita nella pretesa di chiedere la pace con l’ideologia e la violenza”. Ma la pace, evidenzia Cl, “esige di essere costruita ogni giorno, cominciando dal basso, iniziando cioè a viverla là dove si è, perfino in contesti di guerra, affinché innervi con le opere il tessuto sociale e diventi cultura, fino a investire le relazioni tra Stati“. Diceva don Giussani: “Le forze che muovono la storia sono le stesse che rendono l’uomo felice”. Infatti, come chiunque può verificare nella propria quotidianità, in famiglia o al lavoro, “è solo nella pace che possiamo fare un’esperienza compiuta di libertà, di vera fecondità. Altrimenti quegli stessi luoghi diventano soffocanti e inospitali. La ricerca della pace chiede il riconoscimento di un orizzonte più grande, di un’origine e di un destino comune da cui dipendiamo: è un riconoscimento possibile a tutti, al quale occorre educarci instancabilmente”.

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card. Pierbattista Pizzaballa, Patriarca Latino di Gerusalemme (foto: Vatican Media)

Cl, quindi, fa propria la domanda del Papa: “Da cristiani, oltre a sdegnarci, ad alzare la voce e a rimboccarci le maniche per essere costruttori di pace e favorire il dialogo, che cosa possiamo fare?”. La preghiera è la prima risposta indicata dal Pontefice, che invita a recitare il Rosario per la pace ogni giorno del mese di ottobre e a “fare di ogni tragica notizia e immagine che ci colpisce un grido di intercessione a Dio”, che è Padre di tutti e ci rende dunque fratelli e sorelle. La preghiera, ricorda Cl, “converte i cuori e apre alla speranza”. Per questo Comunione e Liberazione ha aderito alla veglia del 22 settembre con altri movimenti e comunità ecclesiali e parteciperà con loro alla recita del Rosario che il Pontefice guiderà in piazza San Pietro l’11 ottobre. “Ma c’è di più”, ha aggiunto Leone XIV: “C’è la testimonianza. Guardiamo Gesù, che ci chiama a risanare le ferite della storia con la sola mitezza della sua croce gloriosa, da cui si sprigionano la forza del perdono, la speranza di ricominciare“.

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Credit: ALESSIA MASTROPIETRO

Da cristiani occorre immedesimarsi “con Cristo, che per vincere l’odio del mondo ha accettato il sacrificio della Croce richiesto dal Padre. Una testimonianza che in questo frangente commuove e conforta per la sua radicalità è quella offerta dai religiosi che vivono a Gaza: nonostante l’ordine di evacuazione emesso dal governo israeliano, hanno deciso di non abbandonare quelle terre”. Per il parroco di Gaza, le suore e gli altri religiosi che rimangono nella Striscia, ciò implica accettare il rischio di morire. Perché allora restare? Per continuare a prendersi cura di chi soffre e non è nelle condizioni di fuggire. E’ quanto espresso nella Dichiarazione congiunta dei Patriarcati Greco Ortodosso e Latino di Gerusalemme. Dinanzi alla croce, si impone l’unità della Chiesa, segno per il mondo dell’unità cui sono chiamati tutti i popoli. “È questa la prima testimonianza con cui anche noi, nelle nostre case e nelle nostre città, ogni giorno possiamo contribuire alla strada verso la pace: servire la dignità della persona e del bene comune, anche quando ciò richiede di dire parole scomode o controcorrente, anzitutto vivendo la comunione, l’unità con tutti i cristiani generata da Cristo, documentando che un’esperienza di concordia e di accoglienza è possibile, pur dentro tutti i limiti e le diversità. Questo introduce una novità, una speranza di cui tutti abbiamo bisogno“, conclude Cl. Un richiamo alle coscienze valido per tutte le persone di buona volontà.

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