Dopo quasi quarant’anni di giornate mondiali senza tabacco, il tabagismo è ancora il principale problema di salute pubblica globale, visti i suoi alti costi sanitari e sociali. Si è differenziato dal tradizionale fumo di pipa o di sigaretta con l’avvento del vaping. L’effetto è stato che l’uso duale – cioè delle sigarette “classiche” insieme ai dispositivi in cui mettere liquidi con additivi, anche derivanti dalla nicotina – ha contribuito a far crescere il consumo.
Fumare accorcia l’aspettativa di vita – quella di un fumatore è di dieci anni più breve di chi non lo è -, causa malattie respiratorie e tumori, soprattutto al seno. In Italia si stima che il costo complessivo del tabagismo, tra spese mediche, effetti sulla salute e giornate di lavoro perse si aggiri sui 26 miliardi di euro.
Il tema dell’edizione di quest’anno della Giornata è smascherare il fascino dei nuovi prodotti che l’industria immette sul mercato, con aromi sempre più accattivanti spacciati per innocui quando in realtà non se ne conosce l’effettivo contenuto. I produttori compiono due azioni pericolose. Nascondono la verità, celando dietro al segreto gli additivi che usano, e sviliscono i dati della ricerca scientifica, finanziando studi anche falsi, almeno parzialmente.
Riguardo la prima, di recente in Francia è stato rivelato l’uso di un derivato nicotinico fatto passare per un additivo sostenendo che questo non creasse dipendenza, quando non era così. In merito alla seconda, prima affermavano che il vaping era innocuo mentre ora parlano di riduzione del danno. Ma non è minore, è diverso: il glicol respirato danneggia ai polmoni, per esempio causando fibrosi.
La pubblicità ha fatto passare il messaggio che lo “svapo”, dalle e-cig ai prodotti a tabacco riscaldato, sia meno tossico, dannoso e inquinante delle sigarette tradizionali. In Europa dovremmo tutelare maggiormente con delle normative i consumatori da questa promozione ingannevole, pensiamo al divieto di pubblicizzare il tabacco. Addirittura ci sono Paesi nel mondo in cui non esistono limitazioni e la percentuale di fumatori sulla popolazione è ancora più alta.
Nel nostro Paese il vaping si diffonde tra i giovani. Secondo lo studio Espad Italia 2024, condotto dal Laboratorio di Epidemiologia dell’Istituto di fisiologia clinica del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr-Ifc), il 50% degli studenti delle superiori l’ha provato. I ragazzi hanno abboccato al messaggio cui si faceva cenno in precedenza, ma così si apre la strada al tabacco vero e proprio o ad altre sostanze. Inoltre, con il consumo duale si inalano quantità di nicotina maggiori rispetto a prima, dati gli scarsi controlli sugli additivi, con crescente rischio di sviluppare una dipendenza.
I dati che abbiamo oggi a disposizione però mostrano il pericolo occultato, perché adesso vengono fuori i danni di queste cose raccontate come per innocue o poco nocive, che sono analoghi a quelli del tabacco.
Per dare concreta attuazione al tema di quest’anno servirebbero regole a tutela dei consumatori di fronte a prodotti di cui oggi non si conosce nemmeno bene il contenuto, costantemente variato senza alcun obbligo di dichiarare alcunché. Ma il lobbismo in questo settore è forte e paralizza sul nascere tante iniziative.

