Santità laicale e appartenenza alle confraternite: perchè sono connesse

Foto di Gerd Altmann da Pixabay

Durante quest’ anno giubilare vengono inseriti nell’elenco dei santi alcuni cristiani laici italiani proposti alla venerazione e all’imitazione del popolo cristiano, che diventano modelli di una “santità laicale” che riguarda tutti i cristiani. Il 7 settembre saranno canonizzati da Papa Leone XIV i beati Pier Giorgio Frassati e Carlo Acutis e il 19 ottobre sarà canonizzato il beato Bartolo Longo. Non si può parlare di fotocopie di un unico modello laicale di santità, ma di vari modelli originali, anche se hanno in comune la sequela di Gesù Cristo presente nell’Eucaristia, l’appartenenza alla Chiesa attraverso varie aggregazioni ecclesiali, la devozione a Maria SS., lo spirito missionario, l’amore preferenziale per i poveri. La santità laicale e l’appartenenza alle confraternite sono strettamente connesse, poiché le confraternite rappresentano una delle più antiche forme di aggregazione laicale nella Chiesa, un ambiente dove i laici coltivano la loro fede seguendo Gesù Cristo, contribuiscono alla vita ecclesiale, praticano la carità e testimoniano il Vangelo nella vita quotidiana.

Papa Benedetto XVI, nel discorso rivolto alla Confederazione delle Confraternite delle Diocesi d’Italia nel 2007, ha definito le confraternite ”scuole popolari di fede vissuta e fucine di santità”, esortando i loro membri a “tendere alla santità, seguendo gli esempi di autentica perfezione cristiana”, presenti nella loro storia. Anche Papa Francesco nel 2013, in occasione della Giornata delle Confraternite e della Pietà popolare, ha definito le confraternite “fucine di santità di tanta gente che ha vissuto con semplicità un rapporto intenso con il Signore”. Egli, nell’ incontro con la Confederazione delle Confraternite delle Diocesi d’Italia il 16 gennaio 2023, ha ricordato l’insegnamento del Concilio Vaticano II, a proposito della natura e della missione dei laici nella Chiesa, che “sono chiamati da Dio a contribuire, quasi dall’interno a modo di fermento, alla santificazione del mondo (Lumen gentium, 31)”. Perciò lo stesso Pontefice ha incoraggiato i membri delle Confraternite “a coltivare con impegno creativo e dinamico” la loro vita associativa e la loro presenza caritativa, “che si fondano sul dono del Battesimo e che comportano un cammino di crescita sotto la guida dello Spirito Santo”.

Non è quindi un caso che il beato Pier Giorgio Frassati, l’anno stesso della sua beatificazione, sia stato scelto quale speciale patrono delle Confraternite italiane dalla Congregazione per il Culto Divino, con un decreto dell’8 giugno 1990, su iniziativa di varie Confraternite coordinate da mons. Antonio Massone e in seguito alla richiesta del cardinale Ugo Poletti a nome della CEI.

La “santità laicale” di Pier Giorgio Frassati (1901-1925) si manifesta nell’aver vissuto la fede cristiana nella sua quotidianità, coniugando la pratica della vita cristiana animata dalla fede operante attraverso la carità e l’impegno culturale e sociale nella società. La sua santità tipicamente laicale si realizza nel cuore del mondo, immersa nel quotidiano. La sua fede ed il suo impegno cristiano sono maturati all’interno delle varie associazioni ecclesiali, in cui riversò i tanti interessi della sua ardente vita cristiana. Egli fu confratello della Compagnia del Santissimo Sacramento in Torino e della Confraternita del Santissimo Rosario in Pollone, a 17 anni  aderì alla Conferenza di san Vincenzo de’ Paoli , a 21 anni divenne terziario domenicano con il nome di Fra Girolamo, aderì alla «Crociata Eucaristica», alla Congregazione Mariana e all’Azione Cattolica facendo proprio il motto  “Preghiera, Azione e Sacrificio” e alla Fuci e nel 1920 si iscrisse Partito Popolare Italiano fondato dal servo di Dio don Luigi Sturzo, che considerava un utile strumento per poter realizzare una società più giusta. Fondò con i suoi amici più cari una «società» allegra denominata «Tipi loschi», giovani attenti ad aiutarsi nella vita interiore e nell’assistenza degli ultimi. Pier Giorgio aveva capito l’importanza di un’appartenenza ad una compagnia di amici che faccia maturare e rinsaldi il senso della sua identità cristiana.

In una delle sue lettere scrisse: “Ogni giorno di più comprendo quale grazia sia essere cattolici”. Pier Giorgio ci insegna che la santità non è un privilegio per pochi, ma un cammino possibile per tutti, fatto di gesti semplici e autentici, vissuti all’interno di varie aggregazioni ecclesiali. Mi pare interessante quanto scrive Cristina Siccardi nella sua biografia su Frassati:” Fra le peculiarità di Pier Giorgio Frassati c’è quella della sua capacità di appartenere a santa Romana Chiesa senza lasciarsi assorbire da una specifica realtà religiosa che frequentò. Gesuiti, Domenicani, Salesiani, Azione Cattolica, grazia a ciascuna di esse si formò, apprendendo cosa significhi essere battezzato in Cristo e appartenere alla Chiesa universale. Infatti Piergiorgio non è proprietà di qualcuno in particolare, anche per questo probabilmente è stato proclamato patrono di tutte le Confraternite d’Italia” (C. Siccardi, Pier Giorgio Frassati. Parsifal e alpinista di Cristo, Edizioni san Paolo, Cinisello Balsamo (MI) 2025, p.13). Alla figura di Pier Giorgio Frassati si è ispirato Alberto Marvelli (1918 – 1946), che fu proclamato beato nel 2004 durante l’incontro nazionale dell’ Azione Cattolica Italiana a Loreto. Anche egli aderì alle varie esperienze che l’associazionismo cattolico proponeva a Rimini: Oratorio salesiano, Azione Cattolica, Fuci, Laureati cattolici, Conferenza S. Vincenzo, Società Operaia, Acli, Confraternita di san Girolamo e SS. Trinità fondata nel 1437. Alla vigilia del suo diciottesimo compleanno ha scritto nel diario: “Mi sforzerò di imitare Pier Giorgio Frassati”. Volendolo imitare anche per il suo impegno politico si iscrisse alla Democrazia cristiana.

Anche il beato Bartolo Longo (1891-1926), che rappresenta un modello di santità laicale grazie alla sua completa conversione, fondò una Confraternita del Rosario, come strumento d’aggregazione che diede inizio al Santuario della Vergine del Rosario di Pompei,  a cui seguirono una serie di opere sociali a favore dei carcerati e degli orfani. Carlo Acutis (1991-2006) per la sua giovane età non ebbe modo di appartenere a varie aggregazioni ecclesiali, ma si distinse per l’amore all’Eucaristia definita “la mia autostrada per il Cielo e scelse di utilizzare il suo genio informatico per progettare e realizzare una mostra internazionale sui “Miracoli eucaristici”. L’altra colonna fondamentale della sua spiritualità fu la devozione alla Madonna, che si esprimeva nella recita quotidiana del Rosario. Egli fu annunciatore di Cristo non solo con la parola, ma soprattutto con la testimonianza di vita animata dalla carità verso gli ultimi, un vero apostolo in tutti gli ambienti tipici di un adolescente: famiglia, scuola, sport, tempo libero, cultura digitale.

L’occasione della canonizzazione di Pier Giorgio Frassati, del quale quest’anno ricordiamo il centenario della sua nascita al cielo, deve costituire per i membri delle Confraternite l’impegno a seguire l’esempio del nostro Patrono non solo con il culto della pietà popolare, ma anche con l’esercizio delle opere di misericordia corporale e spirituale per continuare il nostro cammino plurisecolare nel tendere alla santità nella vita quotidiana come laici al servizio del regno di Dio come costruttori di giustizia, di pace e di amore.

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