La Chiesa celebra oggi la solennità del Santissimo Corpo e Sangue di Cristo, più comunemente nota come solennità del Corpus Domini. Si tratta di una festa antica e solenne, che ci riconduce al cuore stesso della fede cattolica: la presenza reale e sostanziale del Signore Gesù in mezzo al suo Popolo, sotto le specie del pane e del vino.
L’Ordine domenicano è da sempre profondamente legato all’Eucaristia, dono altissimo di Dio all’umanità. San Domenico di Caleruega, fondatore dell’Ordine, si racconta che ogni volta che celebrava la Santa Messa si commuovesse fino alle lacrime; santa Caterina da Siena, con slanci di amore carico di profondità teologica, manifestò una devozione ardente per il Corpo di Cristo, arrivando a chiamare i sacerdoti “ministri del Sole”. Ma è forse san Tommaso d’Aquino la figura più eminente tra i domenicani innamorati dell’Eucaristia: su incarico del papa dell’epoca, egli compose l’Ufficio del Corpus Domini, cioè i testi della Santa Messa e del Breviario propri di questa solennità, insieme a numerosi inni eucaristici. Tra questi, uno dei più celebri è il O salutaris Hostia, musicato anche dal noto compositore e Maestro della Cappella Sistina, Lorenzo Perosi. Ecco il testo latino con una possibile traduzione:
“O salutaris hostia, quæ caeli pandis ostium, bella premunt hostilia: da robur, fer auxilium. Uni trinoque Domino sit sempiterna gloria, qui vitam sine termino nobis donet in patria. Amen”.
“O Ostia di salvezza, che spalanchi la porta del cielo, aspre battaglie ci stringono: donaci forza, portaci aiuto! Al Signore uno e trino sia gloria nei secoli, Egli ci doni una vita senza fine nella patria del Cielo. Amen”.
In queste parole si concentra tutta la speranza che san Tommaso d’Aquino, e con lui l’intera Chiesa, ripongono in questo sublime mistero che è l’Eucaristia. Il Corpo di Cristo, infatti, ci apre le porte del Cielo, ci sostiene nelle fatiche del vivere e ci accompagna nella lotta contro il male. È Cristo stesso a salvarci, poiché – come ricorda la Sacra Scrittura – solo in Lui vi è salvezza. È Lui che ci difende, che ci sostiene quando le forze vengono meno, quando il vigore si affievolisce e lo slancio interiore tende a spegnersi. Tale forza la sperimentano in modo particolare coloro che si accostano con fede a questo Santissimo Sacramento, in grazia di Dio, ben disposti ad accogliere la reale presenza del Signore sotto le specie del pane e del vino.
L’inno di san Tommaso, tuttavia, non si limita alla supplica: si apre alla lode. Una lode che non è un elemento secondario o un dovere imposto dall’alto, ma espressione piena e autentica dell’Eucaristia stessa. Il termine “Eucaristia”, infatti, deriva dal greco e significa proprio “rendimento di grazie”. Ma per che cosa rendiamo grazie? Anzitutto per l’amore immenso con cui Dio ci ha amati, fino a donarci il suo Figlio unigenito per la nostra salvezza. Ma le ragioni per lodare e glorificare Dio sono molteplici, e tra esse spicca il dono inestimabile del Corpo e Sangue di Cristo, vero cibo e vera bevanda per il cammino della vita. Un cammino, però, che non si esaurisce su questa terra, ma tende alla vita eterna, come proclama lo stesso O salutaris Hostia, quando si dice: «qui vitam sine termino nobis donet in patria». La prospettiva escatologica, che ci fa volgere lo sguardo con speranza verso il futuro, è ciò che ci spinge a vivere con intensità e speranza certa il presente: è la meta che dà senso al cammino, più ancora del cammino stesso. Eppure, per poter camminare, abbiamo bisogno di forza, energia, sostegno, amore e verità: tutte realtà che risplendono in quel Santissimo Sacramento dell’Altare che oggi la Chiesa, Madre e Maestra, ci invita a contemplare con occhi pieni di fede, di amore e di speranza.
San Domenico, santa Caterina da Siena e san Tommaso d’Aquino, splendidi testimoni dell’amore per il Santissimo Corpo e Sangue di Cristo, ottengano per noi da Dio il dono di una fede sempre più salda, luminosa e grata per questo grande Sacramento, che oggi celebriamo con intima gioia e che tra poco riceveremo come dono di Dio e occasione di rendimento di grazie.

