Le quattro colonne sui cui si regge la comunità cristiana

ULTIMO AGGIORNAMENTO 0:02

Nella lettera ai Corinzi l’apostolo Paolo definisce i cristiani edificio di Dio e “tempio di Dio” perché lo Spirito di Dio abita in noi. La Chiesa si presenta come una costruzione compatta, edificata sull’unico fondamento che è Cristo, nella quale l’amore infinito di Dio si manifesta mediante  i rapporti nuovi che si instaurano tra i suoi membri. Nel racconto evangelico dell’incontro di Gesù con la Samaritana la donna scopre che la sua sete fondamentale è sete di Dio. Gesù le dice: “Ma è giunto il momento, ed è questo, in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità; perché il Padre cerca tali adoratori”. Questo spirito, questa verità non è qualcosa di evanescente e di astratto: lo spirito è lo Spirito Santo, e la verità è Cristo Crocifisso e Risorto. Adorare in spirito e verità vuol dire realmente entrare attraverso lo Spirito Santo nel Corpo di Cristo. Non è decisivo adorare Dio in un determinato luogo, ma adorarlo nella docilità allo Spirito Santo, con una coscienza limpida, capace di superare tutti i pregiudizi di natura razziale e religiosa.

Nell’arcidiocesi di Monreale abbiamo celebrato il 755 anniversario della dedicazione della nostra Basilica Cattedrale. Il Duomo, che anticipa il paradiso, è il cuore pulsante della Chiesa, è il luogo di incontro di una comunità unita nelle gioie e nei dolori, nelle speranze e nelle preoccupazioni, legate ancora alla pandemia e alle sue conseguenze in campo psicologico, sociale e religioso, a cui si aggiungono i drammi della guerra in Ucraina e in altri paesi e le molteplici povertà vecchie e nuove. L’esperienza del cielo, anticipata dalla celebrazione della divina eucaristia, non ci estranea dalla storia, ma dà vigore ed entusiasmo al nostro operare sulla terra.

La diocesi come Chiesa locale, è esperienza di fede vissuta comunitariamente, è un evento di grazia e di salvezza che avviene nella storia di un popolo che cammina insieme in un tempo e in un luogo particolari. Il bene più prezioso di una diocesi sono le varie figure di santità. A Monreale sono San Leoluca, san Bernardo di Corleone, Suor Maria di Gesù Santocanale canonizzata da Papa Francesco un mese e mezzo fa, la Beata Pina Suriano, diversi Venderabili e Serve e Servi di Dio. La Chiesa-madre di Gerusalemme ha la sua prima cattedrale nel Cenacolo. Essa come ogni comunità cristiana si regge su quattro colonne.

La prima è l’insegnamento degli apostoli testimoni diretti del Signore da cui scaturisce il religioso ascolto e l’obbedienza della fede, da interiorizzare con un impegno serio e continuativo. La seconda colonna è la comunione, che si esprime nell’accoglienza reciproca e nella carità operosa, testimoniata concretamente dalla libera condivisione dei beni materiali e spirituali. La terza colonna è  l’Eucaristia, memoriale della Pasqua di Cristo, radice dell’unità fraterna, che si esprime nella condivisione del cibo materiale con letizia e semplicità di cuore. La quarta colonna è l’assiduità alle preghiere pubbliche alimentate dalla meditazione orante della parola di Dio a livello personale.

Se vuoi commentare l'articolo manda una mail a questo indirizzo: scriviainterris@gmail.com
Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.