Quando l’essere umano è ridotto a una cosa

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Cosificare” significa ridurre un uomo a cosa. E’ un termine del lessico filosofico, sinonimo di “reificare“. Un pericolo mai così attuale come in pandemia. L’unica soluzione alla crisi Covid è, secondo la Chiesa Cattolica, la condivisione etico-economica dell’emergenza sanitaria e sociale. Un’economia a misura d’uomo. L’interesse per l’economia ha radici antiche in Vaticano. Con l’enciclica “Rerum Novarum”, Leone XIII avviò nel 1891 la Dottrina sociale della Chiesa. Nel 1931, Pio XI, il papa dei Patti Lateranensi, pubblicò un’enciclica sugli effetti della crisi del 1929, la Nova Impedent, che così esordiva. “Un nuovo flagello minaccia e in gran parte già colpisce il gregge a Noi affidato. E colpisce più duramente la porzione più tenera e più affettuosamente amata. Cioè l’infanzia, gli umili, i lavoratori meno abbienti e i proletari. Parliamo della grave angustia e della crisi finanziaria che incombe sui popoli. E che porta in tutti i paesi ad un continuo e pauroso incremento della disoccupazione”.CosaMolte le successive encicliche a carattere economico, specie di Papa Giovanni Paolo II. Dalla “Laborem Exercens” (1981) alla “Sollicitudo Rei Socialis” (1987), alla “Centesimus Annus” (1991). Le correnti economiche che da sempre avevano ispirato la “politica economica” della Chiesa erano in buona parte riconducibili alla Dottrina sociale. Ma con Benedetto XVI lo scenario di fondo cambiò in parte. L’impostazione solidaristica rimase al centro. Ma, durante il pontificato di Joseph Ratzinger, fu l’economia a dover fare i conti con nuovi paradigmi e nuovi mercati. Su questioni specifiche: demografia, speculazione alimentare, finanza irresponsabile. ChiesaTesi alla base di molte analisi dell’economista cattolico liberale Ettore Gotti Tedeschi, chiamato da Joseph Ratzinger a risanare lo Ior, la banca vaticana. Ma poi allontanato in breve tempo dal segretario di Stato, Tarcisio Bertone, per divergenze insanabili sul modo di governare le finanze della Santa Sede. Gotti Tedeschi, rappresentante italiano del colosso spagnolo Santander, vicino all’Opus Dei, aveva fatto riemergere nei suoi articoli sull’Osservatore Romano una tensione nuova. Verso l’etica e la buona finanza indirizzata allo sviluppo e all’occupazione e contraria ai bonus facili. Gotti Tedeschi era anche consigliere di Giulio Tremonti, il ministro dell’Economia del governo Berlusconi che, dopo aver incontrato Benedetto XVI nell’agosto 2008 a Bressanone, ebbe quella che i giornali dell’epoca chiamarono la “svolta ratzingeriana”.CosaIl 20 novembre 2008, all’Università Cattolica di Milano, Giulio Tremonti ricordò che Benedetto XVI aveva previsto la crisi economica mondiale, iniziata quell’anno, già in uno scritto del 1985. Fu l’economia, prima che la bioetica, il terreno sul quale scoccò la scintilla dei teocon per Benedetto XVI. Basta risalire alle correnti di pensiero, scuole economiche, intellettuali, che interagirono maggiormente con le riflessioni del papa emerito. E con le scelte del suo pontificato sui temi dell’economia e della finanza.

Cosa
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Sicuramente, negli otto anni a guida Ratzinger, nei sacri palazzi ci fu un’attenzione particolare alle ricerche prodotte negli Stati Uniti, in particolare nell’ambiente conservatore. Michael Novak, per esempio, teologo cattolico dell’economia di mercato (ben conosciuto Oltretevere anche nell’era wojtyliana), era presente a Roma nel 2008 alla presentazione del libro di Marcello Pera (c’era anche Michael Leeden, autore della Bibbia teocon “Machiavelli on Modern Leadership”). Nel quale compariva, sotto forma di lettera, una prefazione di Benedetto XVI. In cui venivano esposte molte tesi centrali del suo papato. Il mondo americano, anche quello protestante, fu un’altra delle cifre di riferimento del pensiero dominante durante il pontificato di Joseph Ratzinger. Laddove la libertà economica fortemente ispirata all’etica poteva dare garanzie alla libertà religiosa. CosaIl “modello americano” del ruolo pubblico della religione, esaltato da Benedetto XVI nel suo viaggio negli Usa nell’aprile 2008. E che fu alla base del forte legame stabilito con George W. Bush (dato all’epoca in odore di conversione al cattolicesimo grazie alla vicinanza con l’ex protestante padre Richard Neuhaus), fu una delle chiavi delle linee di azione della Santa Sede a guida Ratzinger. La lotta al relativismo etico (che passa anche attraverso l’economia) doveva avere solide basi. “Non è un caso che, a Roma, il 13 gennaio 2009 (a una settimana dall’insediamento di Barack Obama) l’ambasciatrice Usa presso la Santa Sede, la cattolica Mary Ann Glendon, già a capo della Pontificia Accademia per le Scienze Sociali, organizzò un convegno su “The American Model of Church-State Relation”, presenti il presidente del Senato, Marcello Pera e il cardinale Jean Louis Tauran, plenipotenziario di Benedetto XVI per il dialogo interreligioso”, rievoca Carlo Marroni, vaticanista del Sole 24Ore. Sodalizio intellettuale contro la “cosificazione” e il relativismo etico.

 

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