La mite forza del Papa che supera i pregiudizi

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Papa Leone XIV a Pompei. Foto © Vatican News

Papa Leone continua a sfatare falsi miti. Robert Francis Prevost ha visitato Napoli e Pompei conquistando le folle per empatia e sincerità comunicativa. La falsa narrazione di un pontefice freddo, distante dalla gente e poco coinvolgente è stata definitivamente spazzata via. In settantamila, tra Napoli e Pompei, sabato hanno voluto abbracciare Leone XIV che ha scelto di visitare la cittadina mariana in occasione del primo anniversario dell’elezione al soglio pontificio. Una giornata, quella vissuta in Campania da Prevost, contraddistinta da un’accoglienza calorosa e da un profondo momento di spiritualità a Pompei con la supplica alla Beata vergine del Rosario e poi di festa, in piazza del Plebiscito, con l’abbraccio dei giovani. “Voglio fare un omaggio a San Gennaro, è tanto importante”, ha detto il Papa appena arrivato a Napoli, visitando la Cappella del Tesoro di Gennaro nel Duomo. Sull’altare ha sollevato l’ampolla con il sangue liquefatto e l’ha baciata. Il miracolo di San Gennaro, patrono di Napoli, consiste nella liquefazione del sangue del santo, conservato in ampolle, e avviene tradizionalmente tre volte l’anno. Il sabato precedente la prima domenica di maggio: ricorda la prima traslazione delle reliquie. Il 19 settembre: festa di San Gennaro, anniversario del martirio (305 d.C.). 16 dicembre: festa del Patrocinio, celebra lo stop all’eruzione del Vesuvio del 1631. Il prodigio, atteso nel Duomo di Napoli, è considerato un segno di protezione per la città. Se il sangue non si scioglie, viene storicamente interpretato come presagio di sventure. Il fenomeno è vissuto con grande fede e partecipazione, accompagnato dalle preghiere delle cosiddette “parenti” di San Gennaro.

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Papa Leone XIV in Piazza del Plebiscito a Napoli. Fermo immagine dalla diretta Vatican Media

La prima tappa è stata Pompei. “Che bella giornata, quante benedizioni, io mi sento il primo benedetto per poter venire qui, al santuario nel giorno della supplica e di questo anniversario”, ha detto il Papa. Nel santuario mariano, riferisce l’Ansa, il Papa le spoglie di Bartolo Longo, l’avvocato di origini pugliese che diede vita alle opere di carità, ha voluto incontrare una delegazione di persone assistite nelle varie strutture. Nel pomeriggio in piazza del Plebiscito, dove dopo un lungo momento di festa-racconto di Napoli, papa Leone ha preso la parola. Raccontando le contraddizioni di una città – che egli stesso ha definito di “mille colori“, richiamando Pino Daniele -, le sue potenzialità per affidarla infine alla protezione della Madonna di don Placido che è venerata nella chiesa del Gesù Vecchio, nel centro storico. Nella piazza più grande di Napoli, cinta dal colonnato e dalla basilica di San Francesco, dopo il messaggio di benvenuto del sindaco Gaetano Manfredi, c’è stato anche l’abbraccio dei giovani, tantissimi quelli dei gruppi parrocchiali. Ma anche tanti arrivati alla spicciolata per vedere da vicino per la prima volta il “Papa americano che non si è fatto intimorire dal potente di turno – osservano all’Ansa due giovani studenti – e che ha alzato la voce per invocare la pace”. La piazza si è presentata colorata da migliaia di cappellini bianchi e gialli distribuiti dall’organizzazione, con il logo ufficiale scelto per la visita del Pontefice.

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Papa Leone XIV nella Cattedrale di Napoli per l’incontro con il clero e i religiosi. Fermo immagine della diretta Vatican News

Tra la folla si è mescolata l’emozione di chi ha partecipato per la prima volta a un evento del genere, e la devozione dei veterani che negli anni hanno seguito tutti i successori di Pietro giunti in città. Tra i vessilli che sventolano nel cuore di Napoli, spicca anche la bandiera della pace. E non è mancato un fuori programma gastronomico. In piazza Vittoria Leone ha fatto fermare la Papamobile e si è fatto fotografare sorridente con la pizza dedicata a lui da Gino Sorbillo. In cattedrale il Papa ha voluto parlare ai sacerdoti di Napoli e ha pregato nella cappella del Tesoro. Poi l’incontro la mamma di Domenico, il piccolo morto dopo un intervento fallito al cuore. “Mi ha detto che lo ricorderà nelle sue preghiere“, ha riferito commossa Patrizia Mercolino. Domenico Caliendo, un bambino due anni e mezzo, è deceduto il 21 febbraio 2026 all’ospedale Monaldi di Napoli dopo un trapianto di cuore fallito. L’organo, arrivato da Bolzano il 23 dicembre 2025, è risultato danneggiato (definito “bruciato” o congelato) a causa di una presunta cattiva conservazione durante il trasporto. Il piccolo ha vissuto oltre 50 giorni in terapia intensiva con il supporto dell’Ecmo, prima del decesso. L’Ecmo (ExtraCorporeal Membrane Oxygenation) è una tecnica salvavita di circolazione extracorporea che supporta temporaneamente le funzioni di cuore e polmoni in pazienti critici. Ossigena il sangue al di fuori del corpo. Permettendo agli organi danneggiati di riposare e recuperare in caso di insufficienza cardiaca o respiratoria grave, solitamente reversibile

 

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