La pace “disarmata e disarmante” è il fulcro del Magistero di Leone XIV. Il Papa figlio spirituale di Agostino testimonia che la guerra non è una via efficace per costruire la pace. Ne deriva l’esortazione a smascherare le illusioni e le contraddizioni del tempo presente. Il Pontefice ribadisce senza sosta che la guerra non costruisce la pace e condanna il consumo egoistico che alimenta i conflitti. Il suo messaggio per la Giornata Mondiale della Pace 2026 si intitola appunto “Verso una pace disarmata e disarmante”. Con il rifiuto della logica del riarmo e della normalizzazione della violenza. Leone XIV sollecita spesso i credenti e le comunità a uscire dall’indifferenza, promuovendo la nonviolenza e la cura verso i più vulnerabili. Gli episcopati nazionali seguono le sue orme.

I rappresentanti di tre nazioni in Europa centrale hanno marciato e pregato la pace e per la riconciliazione tra popoli. All’incrocio delle frontiere tra Repubblica Ceca, Slovacchia e Polonia, è stata celebrata la Messa con tre vescovi e le comunità della regione. Il punto d’incontro, riferisce l’agenzia missionaria vaticana Fides, si chiama Trojmezí in ceco, Trojmedzie in slovacco e Trójstyk o anche Trzycatek in polacco. “In tempi di incertezza e di disordini, vogliamo pregare insieme per la pace ed essere un segno di unità e amicizia”; spiegano alla diocesi slovacca di Žilina, limitrofa alle frontiere con la Repubblica Ceca e la Polonia. I tre vescovi che hanno partecipato alla celebrazione sul prato di montagna sopra Trojmezí sono quello di Žilina, Tomáš Galis, poi Martin David della diocesi ceca di Ostrava-Opava. E infine il polacco Roman Pindel, della diocesi di Bielsko-Żywiecka.

Quest’anno il pellegrinaggio delle nazioni ha attirato un grande numero di fedeli cechi, come hammp riferito i canali di comunicazione della diocesi ceca. Alcuni portavano le bandiere nazionali, quelle della propria parrocchia e il costume tipico regionale. Durante la celebrazione il vescovo Roman Pindel ha anche invitato padre Tadeusz Pietrzyk a presentare il decreto con il quale la chiesa di Nostra Signora di Frýdecká a Trzycatek, situata in territorio polacco, diventa luogo di pellegrinaggio. E ha invitato tutti a prendersi cura del santuario. Il vescovo Pindel ha poi incoraggiato i presenti a rimanere “i primi adoratori della Madre di Dio”.E non smettere “mai di testimoniare la propria devozione” chiedendo “grazie e benedizioni“. A cominciare proprio dalla pace. Il vescovo Martin David di Olomouc si è appellato alla “comunità vivente della Chiesa nonostante le nostre differenze personali, le diverse lingue, i confini e le nazioni.” Perché la comunità credente è “il tempio più antico” che dura già da due millenni. Senza il quale “non avrebbe senso costruire o restaurare nessun altro tempio” Tutti gli altri tempi, infatti, “sono qui per aiutarci a continuare a costruire questo tempio vivente”. Ossia a “creare una comunità migliore, tra di noi e, soprattutto, con Dio”. Per questo Leone XIV non si stanca di “smascherare l’illusione che la guerra sia una via efficace per costruire la pace”.

