Nodo pensioni: cosa contiene la manovra finanziaria

Foto di Alexa da Pixabay

L’Italia è uno dei paesi più invecchiati d’Europa e del mondo, con un’età media di circa 48,7 anni nel 2024. Questo è dovuto principalmente alla bassa natalità e all’aumento dell’aspettativa di vita, che portano a un numero crescente di anziani rispetto ai giovani. Di conseguenza, l’Italia sta registrando un rapido invecchiamento della popolazione e si prevede che il fenomeno continuerà a intensificarsi. E proprio per questa ragione il tema delle pensioni, uno degli argomenti caldi della manovra finanziaria a cui sta lavorando il governo, interessa tutti. Qualche numero rende ancor più chiaro il ragionamento.

I pensionati Inps, in Italia, sono 15.367.966, di cui 7.378.121 maschi e 7.989.845 femmine. I titolari di assegno sociale sono 884.311 ei titolari di assegno di accompagnamento e pensione invalidità civile sono 2.960.774. Per tutte le gestioni pensionistiche si evidenzia una rilevante differenza tra i due generi negli importi medi delle pensioni: quelle anticipate dei lavoratori dipendenti vedono le retribuzioni delle femmine inferiori del 25,1% rispetto ai maschi, quelle di vecchiaia addirittura del 44,2%. Un divario retributivo, quello fra i generi, altamente preoccupante dal punto di vista sociale che merita una risposta adeguata da parte dell’esecutivo, ma della politica nel suo insieme. L’Italia non può continuare ad essere un Paese disomogeneo in modo così palese.

I dati dell’Inps sui divari retributivi di genere indignano, ma solo chi vive su Marte può stupirsi: le donne guadagnano meno degli uomini perché, nei fatti, pagano con le loro retribuzioni, e con le loro future pensioni , l’assenza di servizi di conciliazione adeguate”, afferma la segretaria confederale della Uil, Ivana Veronese. Nel 2024 sono state liquidate 861.949 pensioni previdenziali, in leggero aumento rispetto al dato registrato nel 2023 (837.399) ma sostanzialmente stabili negli ultimi anni. Le prestazioni pensionistiche assistenziali liquidate nel 2024 sono state 643.750 rispetto alle 613.203 dell’anno precedente. Quindi la platea coinvolta dal dibattito politico è particolarmente ampia e interessata.

La legge di bilancio 2026 – la quarta manovra del governo guidato da Giorgia Meloni – è stata varata dal Consiglio dei ministri del 17 ottobre. Il testo bollinato dalla Ragioneria generale dello Stato è stato poi trasmesso al Senato da dove comincerà il suo iter che dovrà concludersi entro l’anno. “Il Parlamento”, ha spiegato la premier, “può decidere alcune misure di toglierle, il governo valuterà qualsiasi proposta con attenzione”. Tra gli interventi più contestati c’è l’aumento della tassazione sugli affitti brevi che, già rivista rispetto alle prime bozze circolate, sembra destinata a essere cancellata per la forte contrarietà nella maggioranza di Forza Italia e Lega. Altre parti, come l’annunciata riduzione dello scaglione Irpef dal 35% al 33%, appaiono invece consolidate.

E poi c’è il nodo delle pensioni. Per il biennio 2027-2028, i lavoratori che svolgono attività gravose o usuranti saranno esclusi dall’aumento graduale dei requisiti di accesso al pensionamento collegato all’adeguamento dell’aspettativa di vita. Per i rimanenti lavoratori, è previsto un aumento graduale (un mese nel 2027 e due mesi nel 2028) dei requisiti per il pensionamento. La cosiddetta “maggiorazione sociale” (beneficio per pensionati previdenziali e assistenziali, invalidi civili totali, ciechi assoluti, sordomuti titolari di pensione che rispettano i limiti reddituali) viene incrementata di 20 euro mensili (pari a circa 260 euro annui) per circa 1,1 milioni di beneficiari. La legge di bilancio prevede un incremento dell’età pensionabile anche per il comparto sicurezza e difesa.

Il governo Meloni ha optato per una “sterilizzazione parziale” sull’adeguamento legato alle aspettative di vita. Uno “stop selettivo” che riguarda alcune categorie di lavori ritenuti usuranti e gravosi. E che ha provocato malumori tra i sindacati delle forze dell’ordine. Per chi lavora in divisa, a partire dal 2027, ci vorranno quattro mesi in più per andare in pensione. Ma un altro tema che ha deluso la categoria è l’assenza di risorse per il rinnovo del contratto di dirigenza e dei fondi per adeguare le indennità salariali legate alla specificità della professione. Aspetti su cui i partiti di centrodestra – in particolare Forza Italia – sono pronti a intervenire a suon di emendamenti.

ARTICOLI CORRELATI

AUTORE

ARTICOLI DI ALTRI AUTORI

Ricevi sempre le ultime notizie

Ricevi comodamente e senza costi tutte le ultime notizie direttamente nella tua casella email.

Stay Connected

Seguici sui nostri social !

Scrivi a In Terris

Per inviare un messaggio al direttore o scrivere un tuo articolo: