Medio Oriente e Consiglio Ue: i temi delle comunicazioni di Meloni alle Camere

Giorgia Meloni, presidente del Consiglio. Foto © Imagoeconomica.

Semplificazione burocratica e contenimento dei prezzi dell’energia. È con questi due obiettivi che la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, il cancelliere tedesco, Friedrich Merz, e il primo ministro belga, Bart De Wever, hanno convocato ieri un pre-summit dei leader UE in vista del Consiglio Europeo del prossimo 19 marzo. La riunione si è svolta in videoconferenza e il numero dei capi di Stato e di governo è stato “a due cifre”, circa una dozzina.

Ridurre la burocrazia è da diverso tempo una delle principali priorità UE su cui Italia, Germania e Belgio puntano i riflettori: già lo scorso 12 febbraio, prima del Consiglio Europeo informale nella località belga di Alden Biesen, i tre Paesi avevano organizzato un meeting per discutere di snellimento burocratico e competitività. Il tema del caro energia, invece, è entrato nell’agenda della video-conferenza odierna in via “emergenziale”. La recente escalation militare in Medio Oriente e la conseguente chiusura dello Stretto di Hormuz – strategico per le rotte commerciali del petrolio – hanno già prodotto le prime gravi conseguenze per l’approvvigionamento energetico di tutto l’Occidente: nella giornata di ieri, il prezzo del petrolio Brent ha superato la soglia dei 100 dollari al barile per la prima volta dalla fine del 2022.

Alcune voci sulle possibili soluzioni pensate per attutire l’aumento dei prezzi e assicurare un afflusso continuativo di energia hanno già iniziato a circolare. Secondo il Financial Times, i ministri delle Finanze del G7 (Stati Uniti, Germania, Francia, Regno Unito, Canada, Giappone e Italia) avrebbero discusso della possibilità di utilizzare le riserve strategiche di petrolio al fine di evitare uno shock inflazionistico che potrebbe colpire il sistema economico mondiale. Si tratterebbe di una misura emergenziale: è stata utilizzata per l’ultima volta dopo lo scoppio della guerra civile in Libia, nel 2011. Un’altra ipotesi che circola tra le principali testate europee è quella di un tetto al prezzo delle principali fonti di energia. Meloni e Merz parlano la stessa lingua su numerosi temi messi nero su bianco durante il summit italo-tedesco dello scorso 23 gennaio. In quell’occasione, Roma e Berlino hanno sostenuto la necessità di ridurre la burocrazia per aumentare la competitività europea, hanno condiviso un approccio più duro nei confronti della migrazione irregolare e, in politica estera, hanno dimostrato di voler adottare un approccio meno muscolare rispetto a quello del presidente francese, Emmanuel Macron, nei confronti dei “colpi di testa” trumpiani su dazi e Groenlandia.

La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, consegnerà oggi, nell’Aula della Camera, il testo delle comunicazioni rese al Senato in vista della riunione del Consiglio europeo del 19 e 20 marzo 2026, nonché sugli sviluppi della crisi in Medio Oriente. Nel pomeriggio, alle ore 16, ci sarà la discussione generale sulle comunicazioni con, a seguire la replica della premier, le dichiarazioni di voto ed il voto finale sulle risoluzioni presentate dai gruppi parlamentari. ”Ribadire l’importanza di combattere la disinformazione, la guerra ibrida e le ingerenze esterne come strumenti utilizzati da attori esterni per influenzare i processi democratici degli Stati membri, sensibilizzando in particolare le giovani generazioni e tenendo conto dei possibili rischi dei fenomeni di interferenza mediante l’utilizzo dell’intelligenza artificiale generativa”. Lo scrivono le forze politiche di centrodestra nella bozza di risoluzione che sarà votata oggi, a Palazzo Madama, dopo le comunicazioni della premier Giorgia Meloni sulla crisi iraniana e sul prossimo Consiglio europeo.

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