“Signore questa parabola la dici per noi o anche per tutti?”, chiede Pietro a Gesù, che gli risponde con la parabola dell’amministratore. Ecco perché è importante che ci lasciamo tutti interrogare dal Vangelo di Luca, approfittando di questi giorni, che per molti sono di riposo, un tempo in cui ci fermiamo e forse siamo più disposti a interrogarci su dove sta andando la nostra esistenza.
Ci sarà un ritorno del Signore nella nostra vita e in quel momento sarà pronto ad accoglierlo «chi è sicuro sulla base della speranza e per le azioni compiute». Chi ha ascoltato Gesù e ha cercato di mettere in pratica la Sua Parola, non teme quel giorno, è disposto ad aprirgli subito «appena bussa, essendo pronto a sostenerne il giudizio e, quando si accorge che sta per scoccare l’ora del transito, gioisce per la gloria del premio» (Gregorio Magno, Omelie sui Vangeli 13).
L’incontro con il Signore è preceduto dal suo “bussare”: Cristo bussa attraverso i fatti che ci fanno presente la nostra precarietà, con la debolezza dell’età, attraverso i segni della malattia, che ci avverte dell’imminenza della morte. Questo però non fa paura a chi ha conosciuto l’Amore di Dio, perché ha in sé il desiderio di incontrare Cristo, specialmente negli ultimi difficili momenti.
Le tre vigilie della notte del Vangelo di Luca rappresentano le tre età dell’uomo: la fanciullezza, la giovinezza, la vecchiaia. Nessuno di noi conosce in quale momento verrà il Signore, ma Cristo con tanto amore, con molta pazienza, attende la nostra conversione, ci offre ogni giorno delle occasioni per poter manifestare in noi la Sua misericordia. Ma non è un tempo infinito…, perciò ci avverte Gesù «tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo».
Il cristiano vive con questa consapevolezza, quasi in un’attesa, sa che tutto quello che Gesù ha detto nel Vangelo avviene e si compie nella sua vita, anzi lo inizia già a sperimentare ogni giorno, provando la Gioia di sentirlo vicino; per questo nel Vangelo di Luca di oggi il Signore ci avverte: «Beati quei servi che il padrone, tornando, troverà in vigile attesa».

