La notte di veglia che sarà rischiarata dalla luce di Cristo

Oggi è il giorno dell’attesa, del silenzio; nelle nostre Chiese non si celebra, né è presente l’eucarestia, perché Cristo è sceso agli inferi per salvare tutti gli uomini, per donarci la Sua natura, la Vita eterna. Viviamo queste ore nell’attesa, così come tutta la nostra vita dovrebbe essere appoggiata all’opera di Cristo in noi, rinfrancata dall’evento che attendiamo, la Pasqua senza fine.

«Egli, infatti, condotto come agnello e immolato come pecora, ci ha riscattati dal vassallaggio del mondo come dalla terra d’Egitto; ci ha sciolti dalla schiavitù del demonio come dalla mano del Faraone; ha contrassegnate le nostre anime con il sigillo del proprio Spirito e le membra del nostro corpo con il sigillo del proprio sangue. Egli è colui che ha ricoperto di vergogna la morte, che ha gettato nel lutto il diavolo, come Mosè il Faraone», scrive Melitone di Sardi nella sua Omelia sulla Pasqua.

In questa attesa non possiamo che vegliare, perché Cristo si presenti a noi, nella nostra realtà, come quel giorno alle donne accorse al sepolcro, e come a loro ci annunci: «Pace a voi, non temete!». Ecco perché nel buio della notte, simbolo della vita senza Cristo, si accendono delle piccole luci e la Chiesa annuncia «Exsultet iam angelica turba caelorum: exsultent divina mysteria: et pro tanti Regis victoria tuba insonet salutaris»: Esulti il coro degli angeli, esulti l’assemblea celeste: un inno di gloria saluti il trionfo del Signore risorto.

Tutto sarà trasformato, la vita stessa diviene una liturgia di amore. In questa liturgia c’è un culto, che consiste nella gratitudine a Dio: grati che esiste, che ha vinto la morte per noi, grati che ci abbia preparato un banchetto, l’eucarestia, non lasciandoci soli ma donandoci il Suo Spirito.

Questa notte, notte di veglia, sarà rischiarata dalla luce di Cristo, che è vivo: «O notte beata, tu sola hai meritato di conoscere, il tempo e l’ora in cui Cristo è risorto dagli inferi». Tutto viene da Cristo, Lui è la risposta ai nostri bisogni di felicità. E allora possiamo vivere la vita come una scoperta di questo Amore, perché la vita cristiana è una liturgia di santità.

Buona Pasqua di Resurrezione!

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